Una vita (Maupassant)

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Una vita
Titolo originale Une vie
UneVie1.jpg
Une vie, disegno di A. Leroux, Paris, Ollendorf, 1883
Autore Guy de Maupassant
1ª ed. originale 1883
Genere romanzo
Sottogenere realista
«  La vita, vedete, non è mai tutta buona o tutta cattiva come si dice... »
(Rosalia, «Una Vita»)

Una vita (titolo originale Une vie) è il primo romanzo di Guy de Maupassant, comparso originariamente come romanzo d'appendice nel 1883. Presenta un panorama della condizione femminile ottocentesca, raccontando il destino di Giovanna, una giovane aristocratica.

Secondo Tolstoj, il romanzo rappresenta la massima espressione narrativa francese solo dopo I miserabili di Victor Hugo[1].

Indice

[modifica] Trama

Giovanna, unica figlia del barone Simone Giacomo Le Perthuis e della baronessa Adelaide, dopo essere stata educata nel collegio del Sacro Cuore fino all’età di 17 anni ritorna, con la sua famiglia, presso la residenza di “Popoli” vicino al paese di Yport dove vive giorni felici, carichi di sogni. Dopo solo tre mesi di fidanzamento va in sposa al visconte Giuliano de Lamare di cui è platonicamente innamorata, ma, dopo il viaggio di nozze in Corsica, carico di romanticismo e di passione, la sua vita si trasforma e diventa ad un tratto triste e crudele. Giuliano, suo marito non la rende più partecipe degli affari e si tramuta in un marito avido, meschino e ormai indifferente alla vita coniugale. Scopre il tradimento di Giuliano con la serva Rosalia, sorella di latte di Giovanna, grazie ad un figlio concepito dai due amanti. Anche dopo l’allontanamento di Rosalia, Giuliano continua a tradire Giovanna finché muore tragicamente, ucciso dal marito della nuova amante durante una tempesta.

Giovanna riversa allora il suo affetto e il suo amore sul suo unico figlio, Paolo, che cresce viziato sotto l’ala protettiva ed ossessiva della madre, del nonno e della zia Lisetta. All’età di quindici anni va a studiare nel collegio di Le Havre e li scopre tutti i vizi; infatti conduce una vita disordinata, contraendo debiti di gioco e innamorandosi di una prostituta che lo costringe, attraverso il suo carisma, a fuggire in Inghilterra per evitare i creditori.

Giovanna ormai ridotta sul lastrico, sia mentalmente che economicamente, dai debiti contratti dal figlio, dalla morte del padre e della zia Lisetta è costretta a vendere la residenza di “Popoli” e tristemente si trasferisce presso una residenza di campagna accompagnata da Rosalia, diventata oramai una contadina benestante, che riempirà le giornate ormai vuote di Giovanna e la porterà verso la retta via. Finalmente Giovanna, dopo molte sofferenze, può riempire le sue giornate e consolare i propri dolori grazie alla nipotina, affidatagli dal figlio Paolo dopo la morte della moglie.

Giovanna comprende, grazie alle parole di Rosalia, che la vita, qualunque vita, in conclusione non è né tutta buona né tutta cattiva come si dice.

[modifica] Edizioni italiane

  • trad. di P. E. Francesconi, F.lli Treves, Milano, 1897
  • trad. di Anna Franchi, Salani, Firenze, 1899
  • trad. di L. De-Mauri, Barion, Milano, 1924
  • trad. di Mura, Sonzogno, Milano, 1926
  • trad. anonima, Quattrini, Firenze, 1928
  • trad. di Augusta Osimo-Muggia, Bietti, Milano, 1928
  • trad. di Marino Moretti, Mondadori, Milano, 1931
  • a cura di Adriano Lami, La prora, Milano, 1945
  • trad. di Gino Marcora, Zibetti, Milano 1959
  • trad. di Luigi Pescetti, con il titolo L'umile verità, Tirrena, Livorno, 1951
  • trad. di Sara Mancuso, Editori Riuniti, Roma, 1959
  • trad. di Costanza di Marzo, Ediz. Moderne, Roma, 1959
  • trad. di Oreste del Buono, Rizzoli, Milano, 1962
  • trad. di Mario Picchi, Garzanti, Milano, 1974
  • trad. di Fanny Mallé Gallia, Einaudi, Torino, 1976
  • trad. di Natalia Ginzburg, Einaudi, Torino, 1994
  • trad. di Catherine McGilvray, Newton Compton, Roma, 1996

[modifica] Note

  1. ^ cfr. Lev Tolstoj, Zola, Dumas, Guy de Maupassant, Chailley, Paris, 1896 che riprende in francese l'introduzione che fece Tolstoj nel 1894 al secondo volume di Maupassant in traduzione russa. Tolstoj ne aveva anche adattato, traducendoli in russo e aggiungendo propri pensieri, due racconti nel 1890. Ma la sua ammirazione, più tardi venne meno, e trovò Bel Ami troppo crudo.

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