Trattato di Qadeš

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Versione in ittita del trattato di Qadeš, rinvenuta negli archivi reali di Ḫattuša e conservata presso il Museo archeologico di Istanbul

Il trattato di Qadeš ("Kinza" in lingua ittita) fu il trattato siglato nel 1259 a.C. tra il re degli Ittiti Hattusili III e il faraone egizio Ramesse II in seguito alla Battaglia di Qadeš del 1274 a.C. È considerato il più antico trattato di pace esistente. Fu copiato in numerosi esemplari scritti in caldeo, la lingua della diplomazia dell'epoca, su preziose foglie d'argento; vari esemplari sono stati ritrovati ad Ḫattuša, capitale ittita, mentre altre copie furono rinvenute in Egitto. Dagli archivi reali di Ḫattuša è emersa anche una versione in argilla, contenente la versione in ittita del trattato.

Il testo del trattato di pace di Qadeš appare ancor oggi un modello per l'equilibrio con cui è stato sancito, tanto che una sua copia è esposta nella sede dell'Onu a New York. Entrambi i contendenti, sebbene sul fronte interno si reputassero vincitori, erano infatti consapevoli della sostanziale parità delle loro forze e della necessità di porre fine stabilmente al conflitto. Come avvenne. Il trattato, ritrovato sia nella versione egizia che in quella ittita, prevedeva un patto di non aggressione, il riconoscimento dei reciproci confini, regole sull'estradizione dei fuggitivi e un patto di mutua assistenza in caso di attacco da parte di terzi. Per suggellare l'accordo Ramesse sposò una principessa ittita, Maat-hor Neferura, figlia di Hattusili. Il trattato, comunque, perse ben presto di importanza per l'Egitto, poiché arrivò una seconda ondata di popolazioni indoeuropee che travolse gli ittiti.

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