Tonya Harding

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Tonya Harding
Tonya Harding Olympic practice at Clackamas Town Center 1994 closeup.jpg
Tonya Harding nel 1994
Dati biografici
Nome Tonya Maxine Harding
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Pattinaggio di figura Figure skating pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità Pattinaggio artistico su ghiaccio singolo
Ritirata 1994
Palmarès
Campionati mondiali di pattinaggio di figura 0 1 0
Campionati statunitensi di pattinaggio di figura 1 0 2
Per maggiori dettagli vedi qui
 
Tonya Harding nel 2006

Tonya Maxine Harding (Portland, 12 novembre 1970) è un'ex pattinatrice artistica su ghiaccio statunitense.

Nonostante un'infanzia difficile e sebbene fosse sofferente d'asma (malattia aggravata dal suo essere fumatrice)[senza fonte] divenne una pattinatrice di livello internazionale. Fu la seconda donna, dopo la giapponese Midori Ito, ad eseguire un triplo axel in una competizione ufficiale.

È soprattutto nota al grande pubblico per il suo coinvolgimento nell'aggressione alla pattinatrice Nancy Kerrigan, avvenuta nel gennaio 1994, cui seguì uno scandalo mondiale.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Atletica e potente, grande saltatrice, la Harding non era una pattinatrice particolarmente elegante: il suo punto debole, oltre all'interpretazione artistica, erano anche le figure obbligatorie (fino a quando, nel 1990, non furono abolite)[senza fonte].

Il 1991 fu il suo anno migliore. Ai Campionati nazionali statunitensi eseguì il suo primo triplo axel, vincendo il titolo grazie al 6.0 ottenuto nel punteggio tecnico. Quell'anno (e in tutta la sua carriera) eseguì altre tre volte quel difficile salto: una volta ai Mondiali (dove arrivò seconda dietro a Kristi Yamaguchi) e due volte allo Skate America, in ottobre.

Nel 1992 iniziò la parabola discendente della sua carriera. Terza ai Campionati nazionali, si classificò quarta ai XVI Giochi olimpici invernali, arrivando ad Albertville solo pochissimi giorni prima della gara e pattinando ancora sofferente per il jet-lag. Ai Mondiali fu solo sesta. L'anno seguente, fuori forma, finì quarta ai Campionati nazionali e non riuscì a qualificarsi per i Mondiali.

Nel frattempo finì alla ribalta delle cronache per il suo forte temperamento (nel marzo 1992 minacciò un motociclista con il quale stava avendo un alterco con una mazza da baseball) e per il suo burrascoso matrimonio con Jeff Gillooly (da cui divorziò nel 1993).

Il caso Kerrigan[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 gennaio 1994 la pattinatrice Nancy Kerrigan fu aggredita dopo una sessione di allenamento ai Campionati nazionali. Fu costretta a ritirarsi momentaneamente, e il titolo nazionale andò alla Harding. Dalle indagini risultò che Jeff Gillooly aveva pagato l'aggressore, Shane Stant, affinché colpisse la Kerrigan al ginocchio destro con una sbarra. Disse di averlo fatto d'accordo con la ex moglie per mettere fuori gioco la rivale in vista dei Giochi olimpici invernali.[2]

Nei giorni successivi gli inquirenti accertarono anche le responsabilità della Harding nell'agguato (negò di esserne l'ideatrice, ma ammise di aver saputo che avrebbe avuto luogo).[3] La federazione americana di pattinaggio avrebbe voluto toglierle il posto nella squadra olimpica, ma la Harding minacciò una causa legale miliardaria[4] e poté quindi partecipare ai Giochi olimpici di Lillehammer.[5]

Nel corso del suo programma libero fu ancora una volta sulla bocca di tutti: si presentò all'ultimo minuto e, sbagliato completamente il primo salto della sua esibizione, si avvicinò in lacrime alla postazione dei giudici chiedendo di poter riprendere l'esercizio a causa di un laccio rotto di uno dei pattini. Alla fine terminò la competizione all'ottavo posto, mentre la Kerrigan, che nel frattempo si era ripresa ed era stata ammessa a gareggiare[6], conquistò la medaglia d'argento dietro all'ucraina Oksana Bajul.

Nel marzo 1994 la Harding accettò di pagare un'ingente multa (160.000 dollari) per evitare il processo, continuando a dichiarare la propria estraneità all'ideazione dell'aggressione.[7] La federazione americana decise di revocarle il titolo nazionale appena vinto e bandirla a vita[8]; anche il circuito ISU la dichiarò "persona non gradita". Ad aggiungere ulteriore clamore fu la diffusione da parte di Gillooly di un video girato con la Harding in camera da letto.[9]

Dopo la squalifica[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1994, Tonya Harding ha continuato a far parlare di sé per alcuni guai con la legge, per aver girato un film di scarso successo, "Breakaway"[10], registrato un disco e aver avviato, nel 2002, una carriera nella boxe professionistica femminile.[11][12]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 6625338 LCCN: n94059185