Tikopia

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Tikopia
Tikopia vista dallo spazio
Tikopia vista dallo spazio
Geografia fisica
Coordinate 12°17′47″S 168°49′55″E / 12.296389°S 168.831944°E-12.296389; 168.831944Coordinate: 12°17′47″S 168°49′55″E / 12.296389°S 168.831944°E-12.296389; 168.831944
Arcipelago Isole Salomone
Superficie 5 km²
Altitudine massima (Monte Reani) 380 m s.l.m.
Geografia politica
Stato Isole Salomone Isole Salomone
Provincia Provincia di Temotu
Centro principale Matautu
Demografia
Abitanti ca. 1200
Densità 240 ab./km²
Cartografia

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voci di isole delle Isole Salomone presenti su Wikipedia

Tikopia è un'isola di origine vulcanica facente parte del gruppo delle Isole Santa Cruz ed appartiene alle Isole Salomone.

L'isola è un antico vulcano estinto il cui vecchio cratere è occupato dal lago Te Roto, che ha una profondità di circa 80 metri. L'insediamento principale è Matautu. Sull'isola sono state attivate rigide politiche di controllo demografico per evitare l'aumento della densità di popolazione.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Abitata fin dai tempi preistorici (civiltà Lapita), fu scoperta dagli europei nel 1606. Gli abitanti, del gruppo polinesiano, hanno sviluppato un sistema intensivo di agricoltura, simile al forest gardening attuato in alcune zone della Nuova Guinea. Le loro pratiche agricole sono fortemente e coscienziosamente legate alla densità della popolazione dell'isola.

Nel 1600, la popolazione si accordo per uccidere tutti i maiali dell'isola e sostituirli con la pesca, perché i maiali avevano bisogno di troppo cibo che sarebbe potuto essere mangiato dai tikopiani.

I tikopiani[modifica | modifica sorgente]

A differenza di tutta la Provincia di Temotu che si è rapidamente occidentalizzata, la società di Tikopia è cambiata poco rispetto ai tempi antichi. I tikopiani hanno una cultura altamente sviluppata con una forte influenza polinesiana, che include una complessta struttura sociale.

L'antropologo neozelandese Raymond Firth, che visse a Tikopia tra il 1928 e il 1929, descrisse dettagliatamente la vita sociale dei Tikopiani del periodo. Mostrò come la società fosse divisa geograficamente in due zone e fu organizzata in 4 clan con a capo 4 capi. Il nucleo della vita sociale era il paito, la casa, che si eredita dagli antenati maschi, che vi erano sepolti all'interno. La relazione fra il fratello della madre e il nipote ha una dimensione sacra, tale da officiare alle cerimonie legate alla virilità del nipote.

Gli anni recenti[modifica | modifica sorgente]

Il ciclone Zoe ha causato nel 2002 ingenti danni sull'isola, in particolare alle installazioni agricole e alle abitazioni. Il ciclone ha causato la rottura del cordone di sabbia che separava la laguna Te Roto dall'oceano; la contaminazione risultante ha messo in pericolo le piantagioni di palma da sago, che rappresenta una delle principali risorse per il sostentamento della popolazione di Tikopia.

Negli anni successivi è stata costruita una diga rudimentale per ripristinare le condizioni preesistenti.

Il libro Collasso di Jared Diamond descrive Tikopia come un caso di successo nell'affrontare le sfide della sostenibilità, in contrasto all'Isola di Pasqua.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Raymond Firth, Noi, Tikopia, Milano, Editori Laterza, 2006.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]