Theodoros Katsanevas

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.

Theodoros Katsanevas (in greco: Θεόδωρος Κατσανέβας; Atene, 13 marzo 1947[1]) è un politico greco.[2]

È stato presidente dell'Organizzazione greca per l'impiego di manodopera (Οργανισμός Απασχόλησης Εργατικού Δυναμικού, OAED) dal 1981 al 1985 e dell'Istituto di Sicurezza Sociale (Ίδρυμα Κοινωνικών Ασφαλίσεων, IKA) dal 1985 al 1989. È stato inoltre deputato per il PASOK (Movimento Socialista Panellenico) dal 1989 al 2004.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Dopo essersi laureato in economia presso l'Università del Pireo, Katsanevas conseguì un master in Relazioni industriali presso l'Università di Warwick e un Ph.D. in economia del lavoro alla London School of Economics and Political Science. Prese parte alla resistenza contro il regime dei colonnelli e fu fra i fondatori del PASOK.

Nel 1981 fu fra gli estensori del programma del Governo Papandreou I e ottenne la nomina all'ente statale per l'impiego, l'Organizzazione greca per l'impiego di manodopera, per passare poi all'Istituto di Sicurezza Sociale nel 1985. Nel 1989 fu eletto deputato nella seconda circoscrizione di Atene per il PASOK, di cui fu rappresentante fino al 2004. In quell'anno, lui e altri otto parlamentari furono ufficialmente esclusi dalle candidature dal partito stesso.[3]

Fino al divorzio, avvenuto nel 2000, Katsanevas fu sposato con Sofia Papandreou, figlia del fondatore del PASOK Andreas Papandreou. Con una postilla al suo testamento, aperto nel settembre 1996, Papandreou definì il genero «la vergogna di famiglia».[4][5][6]

Nel 1998 l'editore Spyros Karatzaferis pubblicò ripetutamente, sulla prima pagina del quotidiano Athinaiki (Αθηναϊκή), una foto di Katsanevas proprio con la didascalia «Vergogna» (Όνειδος, òneidos); per questo fatto, nel 2003, Karatzaferis fu condannato per diffamazione da un tribunale ateniese a un risarcimento di 10 milioni di dracme (circa 30 mila euro).[7][2]

Il 1º maggio 2013 ha fondato un nuovo movimento, Dracma - Movimento Democratico Greco Cinque Stelle (ΔΡΑΧΜΗ, Ελληνική Δημοκρατική Κίνηση Πέντε Αστέρων), che si ispira all'italiano Movimento 5 Stelle.[8][9]

Il 26 gennaio 2014, Katsanevas ha intentato causa contro un amministratore di Wikipedia in lingua greca, chiedendo la condanna ad un risarcimento di 200.000 euro e a un anno di reclusione, per non aver rimosso dalla voce a lui dedicata la parte concernente il testamento di Andreas Papandreou, da Katsanevas ritenuta diffamatoria.[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EL) ΚΑΤΣΑΝΕΒΑΣ Κ. ΘΕΟΔΩΡΟΣ ΒΟΥΛΕΥΤΗΣ Β' ΑΘΗΝΑΣ, ΠΑ.ΣΟ.Κ.. URL consultato il 23 febbraio 2014 (archiviato il 23 febbraio 2014).
  2. ^ a b c (EN) Κώστας Εφήμερος, How a Greek politician is attempting to rewrite history by suing Wikipedia, the online encyclopedia he doesn't understand in ThePressProject.net, 13 febbraio 2014. URL consultato il 14 febbraio 2014 (archiviato il 14 febbraio 2014).
  3. ^ (EL) Εκτός ψηφοδελτίων ΠΑΣΟΚ οι «εννέα» που υπέγραψαν την τροπολογία για το Πόρτο Καρράς in In.gr, 23 gennaio 2004. URL consultato il 13 febbraio 2014 (archiviato il 13 febbraio 2014).
  4. ^ Antonio Ferrari, Atene: il fattore Mimi' s'abbatte sul voto in Corriere della Sera, 21 settembre 1996, p. 11. URL consultato il 14 febbraio 2014 (archiviato il 14 febbraio 2014).
  5. ^ M. M., I veleni di Dimitra (PDF) in La Stampa, 23 settembre 1996, p. 9. URL consultato il 16 febbraio 2014 (archiviato il 16 febbraio 2014).
  6. ^ (EN) Katsanevas Papandreou, The Baltimore Sun, 29 settembre 1996. URL consultato il 15 febbraio 2014 (archiviato il 15 febbraio 2014).
  7. ^ (EL) Συνέλαβαν τον Σ. Καρατζαφέρη για χρέος στον Κατσανέβα in enet.org, 17 maggio 2003. URL consultato il 14 febbraio 2014 (archiviato dall'originale il 13 settembre 2013).
  8. ^ Ettore Livini, Grillo fa proseliti in Grecia: via al partito "Dracma 5 stelle" in repubblica.it, 6 maggio 2013. URL consultato il 14 febbraio 2014 (archiviato il 14 febbraio 2014).
  9. ^ Gabriele Vallin, Grecia: nasce Drachma Movimento democratico Cinque Stelle, il Beppe Grillo greco: "Basta austerità, torniamo alla nostra moneta", 20 maggio 2013. URL consultato il 15 febbraio 2014 (archiviato il 15 febbraio 2014).

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 1500180 LCCN: n86150256