Spiazzi di Gromo

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Spiazzi
frazione
Vista sugli Spiazzi
Vista sugli Spiazzi
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Lombardia – stemma Lombardia
Provincia Bergamo – stemma Bergamo
Comune Gromo – stemma Gromo
Territorio
Coordinate 45°58′17.60″N 9°57′47.00″E / 45.971556°N 9.96306°E / 45.971556; 9.96306 (Spiazzi)Coordinate: 45°58′17.60″N 9°57′47.00″E / 45.971556°N 9.96306°E / 45.971556; 9.96306 (Spiazzi)
Altitudine 1200 m s.l.m.
Abitanti 250[1]
Altre informazioni
Cod. postale 24020
Prefisso 0346
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti spiazzini
Localizzazione
Spiazzi è posizionata in Italia
Spiazzi

Spiazzi di Gromo (anche Spiazzi di Boario) è una frazione del comune di Gromo (BG), e si trova in Valle Seriana.

Indice

[modifica] Territorio

La frazione Spiazzi si trova a est del comune di Gromo, ed è posta a circa 1.200 m.s.l.m..

Dalla frazione di Boario (situata a circa 900 m s.l.m.) con alcuni ripidi tornanti la strada continua la salita e dopo poche centinaia di metri si iniziano ad incontrare le prime villette e palazzine di villeggiatura che compongono Spiazzi di Gromo. Da quel punto, e per i successivi due chilometri, la strada è nella sua quasi totale lunghezza accompagnata da un continuo sussegguirsi di villette a schiera, bassi condomini e ville, sino ad arrivare al culmine finale della strada, a circa 1.200 metri s.l.m., nel largo piazzale dal quale partono gli impianti di risalita.

Alcune strade secondarie si staccano lungo la via Spiazzi; le prime portano al nucleo originario di Spiazzi di Gromo, chiamato San Bernardino dalla omonima e minuscola chiesa posizionata a lato di una piccola mulattiera. Questo borgo è completamente composto da cascinali e case in pietra e ardesia, alcune con porticati e pavimenti in pietra levigata.

La successiva diramazione, via Roccolo, porta all'imbocco del sentiero della Val Sedornia (e da lì, con un tragitto di parecchie ore, sino al rifugio Curò sul Sentiero delle Orobie) e a un gruppo di ville edificate nei primi anni settanta.

Le successive due diramazioni portano una alla vecchia e abbandonata colonia per orfani di La Spezia, che ha funzionato per venti anni circa, la seconda verso il nucleo più vecchio delle case di villeggiatura di Spiazzi, la zona della Pineta; tale zona era originariamente nota come "strada dei dottori" data la presenza di alcuni medici tra i proprietari delle ville.

Questa diramazione parte dalla via Spiazzi col nome di via Pineta, all'altezza del bivio del Residence Tezza e percorre una strada, completamente immersa nei boschi del Monte Redondo, tagliando la Valle dei Mulini (così chiamata per la presenza di un minuscolo torrente che nei secoli passati alimentava alcuni piccoli mulini) e snodandosi tra alcune ville costruite dalla metà degli anni sessanta in poi. Un successivo bivio immette nella via dei Legni, che svolta repentinamente verso ovest e discende in maniera ripida verso il fondovalle. È la zona più umida dell'intero borgo e soffre di una forte carenza di ore di sole tutto l'anno, particolarmente durante il periodo invernale.

Salendo più in alto sulla via Spiazzi si trovano altre due diramazioni stradali, una che serve un piccolo agglomerato di villette e palazzine e l'altra che porta verso la zona dei Bares, formata dall'omonimo complesso edilizio e dalle ville del complesso Biancaneve.

La via Spiazzi prosegue poi portandosi in piano incrociando l'Albergo Vittoria, il confinante Piazzale Turani e riprende poi a salire ripidamente verso l'ultimo piazzale ove si trova l'Hotel Spiazzi, la "Scuola Sci Spiazzi" e, come già ricordato, gli impianti da sci.

[modifica] Storia

Lo Spiazzo Alto.

Un'altra strada, pedonale, collega Gromo con Spiazzi; si tratta della cosiddetta mulattiera. Il sentiero lastricato che per secoli ha costituito l'unica via tra il fondovalle, le malghe, le cascine di Spiazzi e le poche case di Boario. È totalmente percorribile ancor oggi anche se in più punti viene attraversata dalla strada asfaltata.

La strada tra Gromo e Boario venne costruita negli anni '40, ma da lì sino a Spiazzi vi era solo la mulattiera.

Negli anni cinquanta e primi anni sessanta la zona iniziò ad essere frequentata da alcuni villeggianti milanesi; alcuni proposero di sviluppare l'area degli Spiazzi. Venne così costruita la strada da Boario sino all'arrivo odierno, la diramazione per la zona delle ville e alcuni costruttori, sempre di Milano, iniziarono ad edificare alcune ville (alcune di esse sono ancor oggi di proprietà delle stesse famiglie, a distanza di più di 40 anni) e l'Hotel Spiazzi.

Subito dopo venne costruito il Ristorante Fernanda e pochi anni dopo l'Albergo Vittoria, seguito da tre minimarket. Per alcuni anni vi fu anche un distributore di benzina che però venne chiuso alla fine degli anni settanta.

Durante questi anni si costruirono prevalentemente ville e villette a schiera, sovente con tetti in ardesia e parte dei muri esterni in pietra, oppure rivestite interamente in legno.

Tutto questò ebbe fine al termine degli anni settanta, quando alcune grosse società immobiliari edificarono complessi di condomini, scollegati dall'architettura alpina del luogo. A metà degli anni novanta, per via di una minor richiesta e di una maggior consapevolezza delle amministrazioni comunali, vennero fermate ulteriori nuove costruzioni.

La situazione odierna vede alcuni degli enormi prati che diedero il nome al luogo, gli "spiazzi", salvi dalle cementificazione e collegati tra loro e posti nella zona degli impianti di risalita. Un laghetto per l'abbeveraggio delle mucche che ogni estate pascolano sui vicini pendii punteggia il più meridionale dei due grandi spiazzi.

Nel 2005 e nel 2006 il Comune di Gromo ha rilasciato a imprenditori e costruttori del posto nuove licenze per la costruzione di villette a schiera e piccole palazzine bi-trifamiliari.

[modifica] Gli impianti sciistici

Le piste da sci sui Piani di Vodala.

Dalla zona dei grandi pascoli e in coincidenza con i due grandi parcheggi al termine della strada, partono gli impianti di risalita per lo sci alpino.

Il primo impianto fu una manovia costruita proprio nelle vicinanze del laghetto, presto eliminata e mai sostituita da skilift, che vennero invece costruiti poco più a Nord.

Nei primi anni settanta vi erano cinque skilift che permettevano di sciare su circa 6–7 km di piste: gli skilift Avert 1 e Avert 2 sul pendio mediamente ripido dell'omonimo pizzo, gli skilift Pagherolo 1 e 2 poco più a sud, su una unica pista molto larga e dalla pendenza dolce, e il più meridionale di tutti, lo skilift Orsini, sulle ripidissime pendici del monte Redondo, unica pista nera.

Negli anni ottanta vi fu un primo tentativo per la costruzione di una seggiovia che portasse gli sciatori sugli ampii Piani di Vodala, situati a 1700 metri tra i monti Timogno e Redondo. La contemporanea istituzione del Parco Regionale delle Prealpi Orobie e i problemi con il vicino comune di Ardesio ostacolarono la costruzione della seggiovia, che venne abbandonata. Nel contempo venne costruito un nuovo skilift, il Baby, che permetteva di collegare la pista Orsini con la pista Pagherolo e funzionava anche come Campo Scuola per i maestri di sci. Lo skilift Avert 2 intanto era già stato eliminato per una effettiva inutilità e per lo scarso utilizzo. Il Pagherolo 2 venne invece spazzato via ben 2 volte da slavine e infine non ricostruito.

A fine degli anni ottanta iniziarono i lavori per la seggiovia biposto Spiazzi - Piani di Vodala e le complementari piste di discesa. Negli anni successivi tre nuovi skilift vennero costruiti nella zona dei Piani di Vodala: Baite A, Baite B e Vaccarizza (ad una altezza di 1.800 metri).

Nei primi anni 2000 venne costruita anche la seconda seggiovia, che sostituì il vecchio skilift Orsini prolungandone il percorso sino a raggiungere a sua volta i Piani di Vodala e permettendo così di creare una nuova lunga pista, utilizzando la parte vecchia dell'Orsini e la nuova lunga porzione sino ai Piani di Vodala. Questo permise così di ridurre notevolmente sia le code sulla vecchia seggiovia che la velocità di salita ai Piani, oggi dimezzata.

La nuova pista Orsini è tra l'altro stata omologata per gli slalom gigante dalla FISI e ha visto corrersi i campionati Nazionali nel marzo 2005.

Nel 2008 è stata costruita la seggiovia biposto fissa Vodala-Vaccarizza che sostituisce l'omonimo skilift.

[modifica] Progetti futuri

Il progetto futuro

Un'ulteriore espansione è stata ipotizzata negli anni a venire, anche se molto complessa e incerta per via di alcune importanti problematiche ambientali; si vorrebbe creare un polo sciistico delle Prealpi Orobiche, collegando Spiazzi, Lizzola e Colere.

L'impresa, oltre a costare svariati milioni di euro, sta incontrando svariati problemi, anche perché prevede l'abbattimento di migliaia di alberi delle conifere del Parco delle Orobie.

Ciò nonostante la stazione sciistica di Lizzola ha già iniziato alcuni lavori su seggiovie e piste per collegarsi a Spiazzi, portando una pista nella alta Val Sedornia dove dovrebbe essere dislocato il collegamento con gli Spiazzi.

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Approssimativamente

[modifica] Altri progetti

Coordinate: 45°58′17.60″N 9°57′47.00″E / 45.971556°N 9.96306°E / 45.971556; 9.96306

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