Shabbat (Talmud)

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Prima pagina del Trattato Shabbat, edizione di Vilna (1900 c.)

Shabbat (in ebraico: שבת ?) è il primo trattato (libro) dell'Ordine (sezione) di Moed, nella Mishnah e nel Talmud. Il trattato comprende 24 capitoli.[1]

Il trattato esamina principalmente le leggi che regolano lo Shabbat (il giorno settimanale di riposo) e le attività proibite ("melachah")[2] in questo giorno (39 proibizioni), distinguendo tra le proibizioni bibliche e quelle rabbiniche. Discute anche degli speciali decreti rabbinici che rinforzano il concetto di riposo nel sabato,[3] e accrescono la sua santità, come il divieto di trattar affari, discutere di materie proibite (capitolo 23) e svolgere attività normalmente svolte durante il resto della settimana.

Trasferimento tra domini[modifica | modifica wikitesto]

Una gran parte di questo trattato esamina il melachah (divieto) di trasferire un articolo da un dominio ("eruv": giurisdizione, competenza, luogo) all'altro, nel senso comune di «portare/trasportare» (capitoli 1 e 11). Il trattato distingue tra quattro domini: privato, pubblico, semi-pubblico e area esente. Si sostiene che il trasferimento di un articolo da un dominio privato ad un dominio pubblico sia vietato dalla Bibbia, mentre il trasferimento di un articolo da un dominio semi-pubblico ad uno privato o pubblico sia vietato dai rabbini. Il trasferimento di un articolo da un'area esente a qualsiasi altro dominio è ammissibile; trasportare un articolo per quattro amos (misure) è vietato in un dominio pubblico o semi-pubblico e permesso in un dominio privato o esente; portare oggetti nell'ambito di un dominio privato o tra domini privati può essere ammesso (cfr. Eruv). A questo scopo "trasferimento" significa "rimozione e deposito", cosicché portare un articolo fuori da un dominio e riportarlo nello stesso dominio non costituisce trasferimento. Ciò può invece rientrare nella categoria di "indossare".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Quanto segue secondo la descrizione critica e sistematizzazione del The Talmud, cur. N. Solomon, Penguin Books (2009), pp. v-viii e 95-126. Si è consultato inoltre Il Talmud. Introduzione, testi, commenti, curato da Günter Stemberger, EDB (2008); Talmùd. Il trattato delle benedizioni, redattore S. Cavalletti, UTET (2009).
  2. ^ Le 39 melakhot (in ebraico: ל״ט אבות מלאכות, lamed tet avot melakhot ?) trentanove attività proibite nello Shabbat, vedi anche "Lo Shabbat"
  3. ^ Muktza (ebraico: מוקצה; traslitt. anche come Muktzah, Muktsah, Muktsa, Muqtzeh, Muqzeh, Muqṣah etc.) è una parola ebraica che significa "separato/a", o "messo/a da parte". Articoli che possono esser toccati [involontariamente] ma/e quindi non spostati durante lo Shabbat. Cfr. Rabbi Baruch Chait The 39 Avoth Melacha of Shabbat, p. 42. ISBN 0-87306-586-7; vedi anche "Muktzah" (parte 1) - Shabbat with Aish (EN) . Alcuni estendono la proibizione al maneggiare tali oggetti. La Halakhah definisce varie categorie di oggetti e/o sostanze che "vengono separati" nel sabato ebraico ma anche occasioni dove è permesso farlo. Per esempio, non si possono maneggiare denaro, pietre, ramoscelli, ecc. di sabato poiché tali oggetti sono "Muktza". Cfr. Shabbat (Talmud), capitoli 3 & 17. (vedi anche Yom Tov)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Jewish Encyclopedia, New York, Funk and Wagnalls, 1901–1906.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]