Sancta sanctorum
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Nella Religione ebraica il Sancta Sanctorum o "Il Santo dei Santi" o "Santissimo" (in ebraico kodesh ha-kodashim) costituiva l'area più sacra del tabernacolo prima e del Tempio di JHWH dopo, nei quali era custodita l'arca dell'alleanza.
Coperto da un telo color rosso/viola, in essa poteva entrare solo il Sommo Sacerdote, una volta l'anno, durante ricorrenza dello Yom kippur, per offrire l'incenso nel rituale d'espiazione e pronunciare il Tetragramma sacro, le cui vocali, interpolate tra le quattro consonanti, erano conosciute solo dal Sommo Sacerdote, e da questi tramandato solo al suo successore.
I piedi del Sommo Sacerdote venivano legati a una corda nel caso svenisse o venisse colto da un malore per l'emozione, nel pronunciare il Tetragramma.
La Bibbia racconta che il giorno in cui Gesù morì in croce sul telo coprente il Sancta Sanctorum si aprì uno squarcio, come avevano preannunciato le sacre scritture.
Gli operai che si occupavano delle riparazioni dovevano essere calati dentro il Santo dei Santi dall'alto, in quanto non era permesso loro né entrarvi né sostare sulla superficie sacra. Il Santo dei Santi era separato per mezzo di tende dal resto del santuario e al suo interno si trovava la pietra di fondazione del mondo, ossia la even shetiyyah. Secondo la tradizione, questa roccia si trova proprio nel centro del mondo, e fu la base sulla quale il mondo venne creato.
Fino alla fine del periodo del primo Tempio, si conservavano nel Santo dei Santi una fiasca di manna e il bastone di Aronne, ma nel secondo Tempio la zona era completamente nuda, dato che anche l'arca era stata portata via e nascosta prima della cattività babilonese.

