Ritorno a casa Gori

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Ritorno a casa Gori
Titolo originale Ritorno a casa Gori
Paese di produzione Italia
Anno 1996
Durata 82 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Alessandro Benvenuti
Soggetto Alessandro Benvenuti, Ugo Chiti
Sceneggiatura Alessandro Benvenuti, Ugo Chiti, Francesca Marciano
Produttore Vittorio Cecchi Gori, Rita Rusic
Fotografia Danilo Desideri
Montaggio Carla Simoncelli
Effetti speciali Claudio Napoli
Musiche Patrizio Fariselli
Scenografia Eugenio Liverani
Costumi Eugenio Liverani
Interpreti e personaggi

Ritorno a casa Gori è un film di Alessandro Benvenuti del 1996. Nella pellicola, sequel di Benvenuti in casa Gori, vengono utilizzati i medesimi personaggi interpretati dai medesimi attori, ad eccezione di Libero (che nel film precedente è stato interpretato da Giorgio Picchianti) e Sandra (che nel film precedente si chiamava Serena ed era stata interpretata da Ornella Marini). Il personaggio interpretato da Benvenuti, marito di Sandra/Serena si chiama Luciano, invece di Lapo.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Dopo 5 anni dal fatidico giorno di natale di Benvenuti in casa Gori, lo scenario si apre durante una rapina in una villa della Toscana ad opera di Danilo (Massimo Ceccherini) e dei suoi amici tossicodipendenti (uno dei quali è interpretato da Alessandro Paci). Tornato a casa, lo aspetta una triste circostanza, la morte della madre Adele (Ilaria Occhini). Nella paura del furto Danilo nasconde la refurtiva nella bara della madre esposta in casa nella stanza rossa per la veglia.

Sono presenti in casa Gori tutti i parenti della defunta: Gino (Carlo Monni) il vedovo e padre di Danilo, Annibale (Novello Novelli) il padre novantacinquenne della defunta, Bruna (Athina Cenci) la secondogenita di Annibale con il marito Libero (Alessandro Haber), Sandra (Sabrina Ferilli) figlia di Bruna e Libero con il marito Luciano (Alessandro Benvenuti), e Cinzia (Barbara Enrichi) la moglie di Danilo.

« Guarda lì, guarda: ha strisciato tutte le porte con quella carrozzella di merda! Eh, ma ora so io come fare: e rimbianco per benino e lo chiudo in camera sua, e gli metto anche il chiavistello all'uscio e gli smonto le ruote alla carrozzella! Solo deve restare! »
(Gino si innervosisce con Annibale)

Gino, sopraffatto dal dolore intenso di vedovo, non riuscendo a mangiare quasi niente dopo aver bevuto tutti gli aperitivi in casa, ha intenzione di cucinare un soffritto proprio nel momento che la salma di Adele è esposta in casa e che stanno per arrivare molte persone a fare le condoglianze. Sandra e Luciano, entrambi di ritorno dall'Africa, progettano di divorziare all'insaputa della figlia Samantha (ma intanto lo sanno già tutti) poiché sono in crisi di rapporto. Alcune scene dopo, Gino rimane accidentalmente chiuso nel bagno e Libero e Danilo fanno del tutto per tirarlo fuori. Annibale non sopporta più di vivere in casa Gori per via della cattiveria eccessiva di Gino, e prepara due valigie avendo intenzione di vivere con la figlia Bruna.

Tutti loro si occuperanno di ricevere gli altri parenti e visitatori, tra cui Faustino (Stefano Bicocchi) figlio ritardato di un'amica di famiglia e il Sottili, un uomo ricchissimo ex compagno di Adele che entrato in fallimento totale è tornato dall'Argentina avendo avuto conoscenza della terribile notizia. Prima della chiusura della bara di Adele, Sandra scopre di essere figlia non di Libero, ma del Sottili, che nel passato ha convissuto di nascosto con Bruna; Sandra viene colta da sudore freddo e Luciano la accompagna in uno sgabuzzino lontano dalla folla, fino ad andare oltre al bacio.

Viene anche un maresciallo dei Carabinieri che riconosce Danilo per la rapina, ma decide di non punirlo per la tragica situazione familiare e se ne va. Il film termina con la chiusura della bara con dentro la refurtiva in gioielli che Danilo ha deciso di lasciare alla madre e Faustino vedrà lo spirito di Adele vestita come una principessa, la cui spiegazione secondo Sandra che è diventata buddista è che la zia si è reincarnata a corte a Vienna come aveva sempre desiderato.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • le modifiche al cast rispetto al film precedenti sono dovuti al maggior budget che Cecchi Gori mise a disposizione al regista toscano, rispetto al primo film prodotto dalla piccola casa di produzione dell'amico Francesco Nuti, che pretese che fosse scritturato qualche attore più famoso in più rispetto al primo film; la scelta di Haber per il ruolo di Libero, fu dovuta all'esigenza di avere un attore che ne caratterizzasse lo stato depressivo; mentre la scelta di Sabrina Ferilli per il ruolo di Sandra fu motivata dall'esigenza di avere un'attrice per quel ruolo che sapesse sia rendersi ridicola che essere una donna sensuale.
  • la presenza del personaggio di Nonno Annibale, che muore alla fine del primo film, è dovuta al fatto che nella versione teatrale, tale morte non era presente e quindi il personaggio era presente anche nel sequel teatrale ed era impensabile toglierlo nella trasposizione cinematografica.
  • la scena in cui Gino tira un pugno ad un mobile sentendo suonare un cellulare, fu inserita da Benvenuti dopo che la cosa successe veramente durante le riprese; Carlo Monni ha poi dichiarato in un'intervista che quando la rigirò distrusse, per la troppa forza utilizzata, il mobile di scena.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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