Ringstraße

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Coordinate: 48°12′16.7″N 16°21′45.7″E / 48.204639°N 16.362694°E48.204639; 16.362694

Vienna prima dell'abbattimento delle mura

La Ringstrasse (più correttamente Ringstraße, in tedesco letteralmente "strada circolare", cioè "circonvallazione") è una serie di viali ottocenteschi il cui percorso circolare ricalcava il tracciato delle mura medioevali che circondavano il centro storico di Vienna.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Prima della costruzione di questa strada, Vienna disponeva in un'area relativamente centrale di ampie zone non edificate che erano situate immediatamente al di fuori delle mura: i glacis.[1] Queste zone verdi separavano i quartieri allora periferici dal centro storico chiamato oggi Innere Stadt.

Nel frattempo, la divisione fra città vecchia e sobborghi veniva ormai definita anacronistica[2]. Infatti, le mura di cinta ormai non rispondevano più a vere esigenze militari e, dato il rapido sviluppo della città all'epoca, l'utilizzo dello spazio occupato dalle mura e dai glacis era diventato una necessità impellente.[3]

Fra i difensori della demolizione dei bastioni, si segnalò Christian Friederich Ludwig van Förster, sostenitore con numerosi articoli sui quotidiani della necessità di amalgamare il tessuto urbano viennese, all'insegna del rinnovamento artistico e tecnico della città[4].

La Ringstrasse (strada anulare) fu quindi costruita quando l'imperatore Francesco Giuseppe I d'Asburgo ordinò, nel 1857, lo smantellamento delle vecchie mura e degli spazi liberi adiacenti. Al loro posto andava sistemato un elegante doppio viale alberato che avrebbe saldato la Hofburg (residenza imperiale) con i quartieri borghesi cresciuti fuori dalle mura.[1]. Fu lo stesso imperatore a darne notizia ai cittadini attraverso le pagine del Wiener Zeitung. Inizialmente, la progettazione venne affidata a dei funzionari statali. Poi, una petizione degli architetti viennesi al Ministero degli Interni propose di scegliere i progettisti attraverso dei concorsi di idee. L'imperatore diede il suo assenso, raccomandando che la capitale venisse non solo ingrandita, ma anche abbellita con piazze, parchi, musei ed edifici pubblici,[5], per poter comunicare al mondo potenza, ricchezza e modernità dell'Impero. Al concorso giunsero 84 progetti provenienti da tutto il mondo. Vennero assegnati molti premi ex aequo, comunque nessuno dei progetti venne realizzato integralmente, ma si formarono le basi per una rielaborazione affidata all'architetto Löhr. La versione definitiva venne redatta nel 1859 e il Ring venne ufficialmente inaugurato il 1º maggio 1865. La realizzazione della Ringstrasse, oggetto di accese polemiche fra il governo e la municipalità, non fu né rapida né continua. Il sistema anulare fu successivamente completato al suo interno con importanti edifici rappresentativi: l'Opera di Stato, al tempo diretta da Gustav Mahler, l'Università, la Borsa, i due edifici gemelli del Kunsthistorisches e Naturhistorisches Museum, entrambi affacciati su Maria-Theresien-Platz. Questi edifici furono spostati diverse volte in sede progettuale, su e giù per il Ring, a testimonianza di una certa indifferenza localizzativa.[6]

Andamento[modifica | modifica wikitesto]

L'anello della Ringstrasse ha per la precisione un andamento a U, dato che nella parte settentrionale è interrotto dal Danubio. Nell'arco di 5300 metri, comprende le vie chiamate Stubenring, Parkring, Schubertring, Kärntner Ring, Opernring, Burgring, Dr.-Karl-Renner-Ring, Universitätsring e Schottenring. La strada è famosa anche per il tram che la percorre, per i giardini e per i numerosi hotel e caffè storici (27 Kaffeehause all'epoca, oggi molte meno), ritrovo degli intellettuali (Caffè Landtmann) o degli uomini d'affari (Caffè Schwarzenberg) per il rito sociale del caffè.

Monumenti della Ringstrasse[modifica | modifica wikitesto]

La sistemazione della strada dette un assetto fondamentale alla capitale austriaca. Su questa strada si affacciano innumerevoli edifici di rappresentanza: in nessun altro luogo gli edifici più importanti di un paese sorgono tutti lungo la stessa strada. Grazie all'insieme di neostili più o meno contemporanei, (neogotico, neoclassico, o anche neobarocco e neorinascimentale), agli occhi del passante si possono offrire in alcuni tratti della strada (e nel raggio di poche decine di metri) delle forme architettoniche originarie di epoche distanti secoli tra di loro.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b suf.at
  2. ^ Donatella Calabi, "Storia dell'Urbanistica Europea", Paravia editore, 2000, pag. 76
  3. ^ a b sito web "Planet Vienna" in tedesco
  4. ^ ivi
  5. ^ Donatella Calabi, "Storia dell'Urbanistica Europea", Paravia editore, 2000, pag. 77
  6. ^ Calabi, op. cit.

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