Requiem in Do minore (Cherubini)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Requiem in do minore
Luigi cherubini.jpg
Compositore Luigi Cherubini
Tonalità Do minore
Tipo di composizione Requiem
Epoca di composizione Parigi, 1815
Prima esecuzione 21 gennaio 1816
Durata media 60 min ca.
Organico

coro (soprani, contralti, tenori e bassi), 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 2 corni, 2 trombe, 3 tromboni, timpani, goang e archi

Movimenti
  • Introito et Kyrie: Requiem aeternam
  • Graduale: Requiem aeternam
  • Dies irae
  • Offertorium: Domine Jesu Christe
  • Sanctus
  • Pie Jesu
  • Agnus Dei

Il Requiem in do minore per coro misto e orchestra è un'opera del compositore italiano Luigi Cherubini, composta nel 1815 a Parigi ed eseguita per la prima volta nella cattedrale di Saint-Denis il 21 gennaio 1816, per ricordare il ventitreesimo anniversario della morte per decapitazione del re Luigi XVI a seguito dello scoppio della Rivoluzione francese. Fra i molti, è stato apprezzato e lodato da compositori quali Beethoven, Brahms e Schumann.

Contesto storico[modifica | modifica wikitesto]

Cherubini era all'epoca (1813) appena stato nominato "Surintendant de la musique" presso la cappella musicale reale dal sovrano Luigi XVIII dopo la restaurazione della monarchia e l'instaurazione di una nuova politica di riconciliazione con il passato e con la Chiesa dopo i soprusi della Rivoluzione francese. Per questo motivo fu commissionata a Cherubini una messa da requiem in memoria della morte dell'ultimo sovrano dei Capetingi prima degli eventi bellici e dell'era napoleonica. La data del 21 gennaio era stata negli ultimi 20 anni anche festa nazionale, segnando l'avvento della repubblica, ma al ripristino della monarchia essa fu solamente un triste ricordo, commemorato non come festa nazionale ma come giornata della memoria. Lo stesso requiem, dopo la sua prima esecuzione, fu ripetuto nella stessa chiesa per un altro evento luttuoso poco più di 4 anni dopo: l'assassinio di Carlo di Borbone, Duca di Berry ed erede al trono, avvenuto il 13 febbraio 1820. Per l'occasione venne aggiunta anche una Marcia funebre e un mottetto ("In Paradisum deducant te angeli").

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

In Francia per più di 50 anni un'altra era stata la messa da requiem più eseguita e in un certo qual modo quella ufficiale: la "Grande messe des morts" di François-Joseph Gossec, improntata ad uno stile alto, accademico e, in certi suoi punti, quasi marziale. Il Requiem di Cherubini invece se ne discosta in modo molto drastico, evitando l'usuale alternanza fra momenti corali e solistici (essendo il suo requiem privo del quartetto vocale a solo) e spogliando la tecnica coristica di ogni accenno compositivamente virtuosistico, se si eccettua la fuga a tre voci compresa nell'Offertorio. Ciò dovuto principalmente alla formazione dello stesso Cherubini che aveva imparato molto dalla tecnica palestriniana durante il suo apprendistato presso Padre Martini.

La parte orchestrale è invece di "impressionante modernità"[1], caratterizzata sia da tratti di inestimabile dolcezza sia da parti di vigorosa sonorità (si veda ad esempio il Dies Irae), che tanto influenzeranno la musica di Hector Berlioz, pur mantenendo dei collegamenti con la precedente storia della musica (si vedano i colori cupi dell'Introito, caratterizzati dal suono di viole, violoncelli, contrabbassi e fagotti, con l'esclusione dei violini).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giovanni Carli Balliola, Note al concerto Le vie dell'amicizia, del 13 luglio 2010, tenutosi a Trieste ed eseguito dall'Orchestra Cherubini sotto la direzione di Riccardo Muti
musica classica Portale Musica classica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di musica classica