Rappresaglia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Rappresaglia (guerra))
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Rappresaglia (disambigua).

La rappresaglia (o contromisura) è un'azione o misura punitiva attuata con metodi violenti ed espressamente eclatanti, adottata da una potenza militare occupante nei confronti della popolazione del territorio occupato, quando questa abbia causato qualche danno a propri cittadini (militari o civili) in quello stesso territorio.

Viene considerata rappresaglia anche l'azione analoga effettuata da formazioni di guerriglieri, ribelli, rivoluzionari armati o fuorilegge, contro gli occupanti ed invasori, oppure i rappresentanti del proprio Stato, in quanto non si riconoscano e si combattano, o di altre organizzazioni o fazioni.

Elenco di rappresaglie[modifica | modifica sorgente]

Diritto civile[modifica | modifica sorgente]

La rappresaglia è un istituto giuridico di vari sistemi civilistici che permette ai creditori di soddisfare il proprio credito mediante escussione del patrimonio di altri soggetti legati da rapporti con il debitore effettivo (parentela, comune cittadinanza straniera, ecc.)

  • Nel mondo greco vigeva l'uso del rivalersi sui beni o sulla persona del debitore straniero o di suoi concittadini, salvo che intercorressero accordi particolari in senso contrario tra le comunità cui apparteneva il debitore e quella cui apparteneva il creditore.
  • Nel mondo romano la rappresaglia era nota come momento dei rapporti internazionali, nella forma di azioni punitive rivolte contro comunità straniere, che venivano meno ai loro impegni verso Roma.
  • Nel medioevo la rappresaglia era un istituto giuridico per mezzo del quale il creditore, che non riusciva ad ottenere l'adempimento dell'obbligazione da parte del suo debitore straniero, otteneva dal proprio comune, esperita ogni via pacifica, la concessione di "lettere di rappresaglia", in forza delle quali egli poteva agire nei confronti del debitore, del comune cui esso apparteneva, o dei suoi concittadini fino al soddisfacimento delle pretese. (In talune città come Bologna, si istituirono particolari magistrati, chiamati "ambasciatori delle rappresaglie", che dovevano recarsi a domandare i risarcimenti richiesti da un cittadino contro i debitori d'altro luogo).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Un caso di questo tipo si verificò quando il generale tedesco Kurt Student, durante l'occupazione dell'isola di Creta, ordinò la fucilazione di 10 greci per ogni tedesco ucciso. Il generale per questo ordine fu condannato alla fine della guerra a 5 anni di reclusione ma in seguito la sentenza fu rivista ed annullata dopo la disamina delle morti dei soldati, spesso torturati o mutilati. V. Il terzo Reich, La conquista dei Balcani, Milano, 1993, pag. 161.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • La Piccola Treccani, Dizionario Enciclopedico, Vol. IX, Roma, 1996
  • Il terzo Reich, La conquista dei Balcani, Milano, 1993

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]