Quarto potere (sociologia)
Si usa denominare quarto potere la capacità dei mass media di influenzare le opinioni e le scelte dell'elettorato. È questo un uso metaforico del termine potere, ispirato alla teoria giuridica della separazione dei poteri fondamentali (legislativo, giudiziario, esecutivo) dello Stato.
Una delle prime figure di spicco ad esercitare un'influenza per mezzo delle proprie testate giornalistiche fu il magnate della stampa e della cellulosa William Hearst, cui si ispirò Orson Welles per il personaggio di Charles Foster Kane nel suo film Quarto potere.
Il concetto emerse con la diffusione della stampa e l'enorme diffusione della televisione, che è diventata l'unica fonte di informazione per la stragrande maggioranza della popolazione dei paesi democratici, ha reso ancora più attuale il problema del riconoscimento costituzionale.
I rischi principali per la democrazia in seguito ad un uso improprio di questo potere, sono costituiti dal controllo politico dei mezzi di informazione e dall'accentramento di essi nelle mani di un ristretto gruppo di persone (solitamente grandi aziende). In questi due casi infatti, considerando che coloro che controllano i media tendono in genere a filtrare le informazioni che sono in contrasto con i propri interessi, si avrebbe una mancanza di pluralismo, e si ostacolerebbe quindi la possibilità dei cittadini-elettori di formarsi delle opinioni informate e di attuare delle scelte informate. Ciò premesso, il quarto potere (come per i tre classici poteri) dovrebbe essere separato dagli altri.
Voci correlate [modifica]
- Censura
- Modello di propaganda di Noam Chomsky analizza l'uso personale del quarto potere
- Quarto potere di Orson Welles
- Quinto potere, film di Sidney Lumet
Collegamenti esterni [modifica]
- La libertà di manifestazioni del pensiero dalla relazione del Presidente della Corte costituzionale nel 1989