Manipolazione

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Per manipolazione, in senso psicologico, s'intende il comportamento, contrario a una certa etica, che tende a indurre una persona a fare o credere a qualche cosa indipendentemente dalla sua volontà, dunque una condizione simile al plagio.

La parola si usa in senso spregiativo: chi manipola lo fa generalmente onde strumentalizzare qualcuno ai propri fini. Va quindi ricordato che forme sottili di manipolazione sono onnipresenti e vanno dall'educazione alla pubblicità, con propositi talora filantropici o edificanti.

Una comunicazione efficace non dovrebbe essere e certamente non deve sembrare manipolatoria.

Manipolazione e retorica[modifica | modifica wikitesto]

Già Platone condannava la logografia dei Sofisti, una retorica cattiva cui contrapporre una costruttiva psicagogia.

Un pregiudizio più favorevole è quello che al tempo dei Comuni vedeva nella rettorica l'arte più necessaria ai rettori, cioè ai buoni governanti.

Il Romanticismo avversò la retorica, manipolatoria o meno, contrapponendovi un'ideale spontaneità.

Nel Novecento la retorica era spesso avvicinata alla demagogia e quindi vista come uno strumento di dominio. I propagandisti del totalitarismo (come, ad esempio, Joseph Goebbels) ne fecero infatti un uso tendenzioso e solo in apparenza grossolano, bensì nei fatti efficacissimo. Anche la sua rilettura ad uso dei venditori e dirigenti d'azienda non sempre mette quest'arte in buona luce. Va ricordato però che spesso l'abuso non è nella tecnica, ma nei propositi di chi se ne serve.

Anche la dialettica ha sempre avuto una fama di corruttrice del giudizio e dei valori; quando è rigorosa, però, è generalmente più utile cercare la faziosità altrove, quindi nelle premesse e nel contesto.

Manipolazione e mezzi d'informazione[modifica | modifica wikitesto]

I mezzi d'informazione, che in gran parte vivono di pubblicità, sono spesso accusati di voler manipolare il pubblico; di fatto si trovano a condizionarlo pesantemente anche non volendo. Si va dalle accuse di concorrenza sleale (come la pubblicità comparativa o l'uso di messaggi subliminali) agli studi sull'efficacia delle risate registrate nelle sit-com (vedi claque), mentre gli editori sono continuamente tirati in ballo per i loro interessi economici e talora politici. Oggi molti ritengono[senza fonte] che sia difficile scegliere e trasmettere una notizia in modo equilibrato (anche se si potrebbe e si dovrebbe trasmettere sempre in modo imparziale) vuoi anche per le strategie di marketing cui i canali informativi sono inevitabilmente soggetti al pari di altri; in alcuni contesti intervengono regolamentazioni molto restrittive, per esempio nelle campagne elettorali.

Manipolazione e psicologia[modifica | modifica wikitesto]

Si è parlato di pratiche manipolatorie in due ambiti psicologici ben distinti.

Uno di questi è la psicoterapia, dove capita che uno psicoterapeuta venga accusato di abusare del ruolo professionale e in particolare del cosiddetto transfert: una condotta simile, se comprovata, violerebbe l'etica o deontologia professionale, per esempio in vista di un profitto (vedi plagio).

L'altro è la programmazione neuro linguistica, o meglio l'applicazione di questo metodo ai processi di comunicazione (per controbattere alcuni distinguono, sottilmente, fra manipolazione e influenza o persuasione). Diversamente dalle obiezioni teoriche alla disciplina in sé (per le quali vedi la voce specifica), non se ne discute l'efficacia, ma la correttezza etica. Come per la retorica, si cerca di distinguere fra una tecnica e l'uso che se ne fa.

Un approccio sociologico[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista della microsociologia la manipolazione si riscontra in numerose situazioni, dalla vendita alla seduzione, al punto che può essere parte del rituale: un comportamento non manipolatorio potrebbe sembrare, al limite, deviante.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]