Pringlea antiscorbutica

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Pringlea
Pringlea antiscorbutica Mayes fake.jpg
Cavoli delle Kerguelen nell'isola di Mayes, (Isole Kerguelen)
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Capparales
Famiglia Brassicaceae
Genere Pringlea
Robert Brown ex Joseph Dalton Hooker
Specie P. antiscorbutica
Classificazione APG
Ordine Brassicales
Famiglia Brassicaceae
Nomenclatura binomiale
Pringlea antiscorbutica
Robert Brown ex Joseph Dalton Hooker
Nomi comuni

Cavolo delle Kerguelen, Pringlea

Il Cavolo delle Kerguelen (Pringlea antiscorbutica Robert Brown ex Joseph Dalton Hooker) è una angiosperma della famiglia delle Brassicaceae.

Il nome fu attribuito nel 1776 dal medico e naturalista William Anderson, appartenente alla spedizione di esplorazione di James Cook, in onore a Sir John Pringle, Presidente della Royal Society inglese.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Una vecchia pianta di Cavolo delle Kerguelen nella penisola di Rallier du Baty

La specie cresce nell'isola Heard, isola MacDonald, isole Crozet, isole Prince Edward e Marion, ed ovviamente nelle isole Kerguelen; tutte queste isole sono localizzate nell'ambiente oceanico australe pre-antartico.[senza fonte]

Tutte le isole sono in una fascia oceanica a circa 50º di latitudine sud, e sono continuamente spazzate da un vento violento, umido e gelido.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

La impollinazione della Pringlea è fortemente basata sulla impollinazione, o auto-impollinazione anemofila, cioè recata dal vento. Tale tipo di impollinazione spiega la presenza delle evidenti infiorescenze erette, a forma di stilo, prive di petali. Il clima particolarmente inclemente delle isole ed il vento costante rendono infatti più vantaggiosa l'impollinazione anemofila rispetto a quella da insetti.

Le piante di Pringlea sono fortemente adattate al freddo mediante la adozione di tessuti con elevati livelli di poliammine, prodotte dalla pianta stessa con funzione di antigelo.[senza fonte]

Un particolare insetto (Micropezidae) Calycopteryx mosleyi è associato alla pianta e quindi anche questo, come la Pringlea, furono gravemente danneggiati con l'introduzione dei conigli recati dalle colonizzazioni umane sulle isole. I conigli si alimentavano con le piante di Pringlea.[non chiaro]

Usi[modifica | modifica sorgente]

La pianta è commestibile e contiene elevati livelli di potassio ma soprattutto contiene un alto livello di vitamina C (nelle foglie centrali 155 mg ogni 100 grammi).[1][2] Queste caratteristiche ne fanno un ottimo rimedio contro lo scorbuto e spiegano il nome di specie della pianta.[1]

Per la presenza di vitamina C fu molto ricercata dai marinai che frequentarono quei mari[3][4], e fu anzi responsabile della distruzione botanica e faunistica delle isole. Di fatto la presenza umana, e le distruzioni conseguenti di fauna e flora, non sarebbero state possibili senza l'apporto di vitamina C della Pringlea, che allontanava il terribile rischio dello Scorbuto, altrimenti fatale con una alimentazione basata esclusivamente sulla carne come quella dei cacciatori di foche o di balene.[senza fonte]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Geoffrey Badger. The explorers of the Pacific. Kangaroo Press, 1996. ISBN 9780864177940. Pagina 127
  2. ^ Australian journal of botany, Volume 48. Commonwealth Scientific and Industrial Research Organization., 2000. "vitamins+C+and+A+and" Pagina 422
  3. ^ Jim Endersby. Imperial nature: Joseph Hooker and the practices of Victorian science, University of Chicago Press, 2008. ISBN 9780226207919 Pagina 45
  4. ^ Thomas Arnold. Passages in a wandering life

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