Pierino Porcospino
| Pierino Porcospino | |
|---|---|
| Titolo originale | Struwwelpeter |
| Autore | Heinrich Hoffmann |
| 1ª ed. originale | 1845 |
| 1ª ed. italiana | 1882 |
| Genere | Filastrocca; letteratura per ragazzi; libro illustrato. |
| Lingua originale | tedesco |
Pierino Porcospino o Struwwelpeter è il nome di un libro illustrato per bambini di Heinrich Hoffmann. Il libro venne pubblicato anche in Italia grazie alla traduzione di Gaetano Negri, ma rimase assai più noto nei paesi più a Nord, dove fu oggetto di riscritture e di parodie. La storiella di Pierino dà il nome all'intera opera, una raccolta di dieci filastrocche che raccontano le vicende di altrettanti personaggi.
Indice |
[modifica] Personaggi
Pierino è un ragazzo che rifiuta di collaborare con i genitori: non tagliandosi le unghie né pettinandosi, assomiglia ad un porcospino. La sua filastrocca, brevissima, ha il compito di introdurre e presentare a titolo di esempio i personaggi e gli argomenti del libro: tutti i giovanissimi protagonisti sono in qualche modo disobbidienti come Pierino; alcuni di loro sono iperattivi, altri violenti, semplicemente distratti oppure trascurati.
[modifica] La sanzione
Il premio per il bambino ubbidiente, il lettore, è la storia stessa con il suo tono ironico e le sue buffe figure, come spiegato dall'autore nel prologo.
Nonostante la scorrevolezza delle filastrocche ed il tono di fondo leggero, le storielle costituiscono un esempio di educazione autoritaria. I bambini vengono sistematicamente castigati, e la gravità delle singole punizioni non è facile da prevedere.
Da un lato, qualche volta le sanzioni riservate ai bambini sono in un qualche modo adeguate alla gravità della colpa o comunque "giuste" (di solito secondo il contrappasso, principio che regola il finale di storie come quella del cattivo Federigo e quella del Moretto); d'altro canto, il più delle volte i fanciulli disubbidienti devono aspettarsi delle pene a dir poco tremende: rapimento, mutilazione o peggio.
Alcuni dei protagonisti finiscono per pagare con la vita le loro mancanze. È questo ad esempio il caso di Paolinetta (La tristissima storia degli zolfanelli): la bambina è sola in casa con i due gattini Minz e Maunz e non riesce a resistere alla tentazione di giocare con i fiammiferi. I due cercano quindi di avvisarla del pericolo alzando le zampette e ricordandole che si tratta di oggetti proibiti. Siccome però il loro avvertimento rimarrà inascoltato, il peggio sarà inevitabile; ai micetti non resterà altro che piangere la morte della padroncina bruciata e chinarsi davanti ai suoi resti: soltanto un paio di scarpette ed un mucchietto di cenere.
Simile l'epilogo della Storia della minestra di Gasparino: Il bambino, dapprima grasso e pasciuto, si rifiuta di mangiare la minestrina e dimagrisce sempre di più. Dopo quattro giorni muore di fame ed avrà come pietra tombale una zuppiera.
[modifica] Morale
Dato che Hoffmann era medico psichiatra e che aveva a che fare anche con pazienti in età infantile, la morale, sempre chiarissima, riguardava di solito i temi della salute e della sicurezza; le dieci storie formavano insieme un decalogo di insegnamenti del tipo: abbi cura del tuo corpo, non succhiarti il pollice, mangia sempre ciò che si trova sul piatto, non fare il birichino a tavola, sii sempre prudente ecc.
[modifica] Le dieci filastrocche
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[modifica] Collegamenti esterni
- Pierino, immagini e testi (archiviato dall'url originale)
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