Parnassianesimo

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Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Le Parnasse contemporain.

Il Parnassianesimo è un movimento poetico apparso in Francia nella seconda metà dell'XIX secolo. Il suo scopo era riportare la poesia al Parnaso, il monte sacro al dio Apollo, dal quale Lamartine l'aveva fatta cadere giù. Il nome apparve per la prima volta in una antologia pubblicata dall'editore Alphonse Lemerre nel 1866, intitolata Il Parnaso contemporaneo (le Parnasse contemporain). Tra le altre, quest'ultima raccoglie delle poesie di Paul Verlaine che vennero raccolte successivamente nei Poèmes saturniens.

  • Questo movimento è una reazione all'eccesso sentimentale del romanticismo.[1]
  • Esso esalta il riserbo e l'impersonalità;
  • Rigetta assolutamente l'impegno sociale e politico dell'artista. Per i Parnassiani l'arte non deve essere utile o virtuosa e il suo solo scopo è la bellezza. È la rinomata teoria de «l'art pour l'art» (L'arte per l'arte) di Théophile Gautier:
(FR)
« Oui, l'œuvre sort plus belle
D'une forme au travail
          Rebelle,
Vers, marbre, onyx, émail.
(…)
Les dieux eux-mêmes meurent.
Mais les vers souverains
      Demeurent
Plus forts que les airains.

Sculpte, lime, cisèle ;
Que ton rêve flottant
      Se scelle
Dans le bloc résistant! »
(IT)
« Sì, l'opera risulta più bella
ad una forma di lavoro
             ribelle,
versi, marmo, onice, smalto.
(…)
Gli dei stessi muoiono.
Ma i versi sovrani
    restano
più forti dei bronzi.
Scolpisci, lima, cesella;
che il tuo sogno fluttuante
      si sigilli
nel sasso resistente! »
(Théophile Gautier - L'Art in Émaux et camées)

Lo scrittore si pone dinnanzi all'opera come il cesellatore, cura i minimi dettagli, non importa l'argomento che si sta trattando, deve semplicemente essere perfetto dal punto di vista stilistico.

Questo movimento riabilita anche il lavoro spietato e minuzioso dell'artista - in contrasto con l'ispirazione immediata del romanticismo - e utilizza spesso la metafora della scultura per indicare la resistenza della «matière poétique» (materia poetica). Nel 1863, Émile Littré aveva definito la poesia come l'arte di fare delle opere in versi.[2]

Dal 1865 al 1895, il movimento fu appannaggio di storici animatori, maghi delle lettere e poeti impeccabili[3], delle effusioni romantiche, di amanti del rigore tecnico, di parole rare e di perfezione formale.

Promotore del Parnassianesimo fu il poeta Catulle Mendès, mentre il capofila fu considerato Charles Marie René Leconte de Lisle. Il programma del movimento dei parnassiani tendeva al recupero di alcuni aspetti del classicismo rinascimentale e settecentesco, e a un'arte impeccabile e impassibile, che escludesse l'emotività e il sentimentalismo, e insieme si astenesse da ogni forma di impegno sociale e politico: l'autonomia dell'arte è ribadita con forza. Il maggior teorico del movimento fu Théodore de Banville: nel Traitè de poèsie française (Piccolo trattato di poesia francese), uscito nel 1872, sostenne l'autonomia dell'arte e una sua concezione raffinata che la riserva a pochi eletti. Alcuni aspetti del Parnassianesimo influenzarono in Italia Carducci, Pascoli e D'Annunzio.

I parnassiani[modifica | modifica sorgente]

Sono stati i primi a parlare di un concetto di arte per l'arte ovvero che l'arte deve essere giudicata con parametri estetici.

I precursori[modifica | modifica sorgente]

Parnassiani celebri[modifica | modifica sorgente]

I parnassiani, stricto sensu[modifica | modifica sorgente]

La lista completa dei poeti che hanno contribuito alle tre raccolte del Parnasse contemporain figurano nell'articolo omonimo. Tra essi segnaliamo quelli che hanno soprattutto segnato la storia letteraria in quanto romanzieri:

I grandi poeti affiliati[modifica | modifica sorgente]

Il movimento fu accompagnato da qualche grande poeta, che l'hanno affiancato con titoli diversi, senza esserne ridotti alle sue tesi, come:

Influenza esercitata dai parnassiani[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Le Parnasse contemporain.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il regno degli occhi rimpiazza quello del cuore. Il Parnasse deriva però le sue radici profonde dalla generazione romantica. Una cronologia semplicemente audace mostra che Gautier e Leconte de Lisle, senza parlare di Charles Baudelaire, sono insomma della medesima classe di Alfred de Musset e Victor Hugo. […] Le generazioni letterarie si attuano affatto con cambi, ma con amalgamandosi. E del resto Hugo sapeva prendere il vento, distribuire benedizioni ai giovani, si schierava sempre col partito dell'avvenire: «C'è oggigiorno un bel fenomeno letterario che ricorda un magnifico momento del XVI secolo. Tutta una generazione di poeti fa la sua entrata. È dopo trecento anni, al tramonto del XIX secolo, la Pleéiade riappariva. I poeti nuovi sono fedeli al loro secolo : da lì la loro forza. Hanno in loro la grande luce del 1830; da qui il loro fulgore. Io che mi avvicino all'uscita, io, saluto benignamente il levarsi di questa costellazione di anime all'orizzonte.»
  2. ^ «l'art de faire des ouvrages en vers».
  3. ^ d'« animateurs historiques, magiciens des lettres et poètes impeccables »
  4. ^ Il 24 maggio 1870, Rimbaud, all'età di 16 anni, invia a Théodore de Banville una lettera in cui vi allega più poesie (Ophélie, Sensation, Soleil et chair), con lo scopo di ottenere il suo appoggio presso l'editore Alphonse Lemerre. Nel febbraio-marzo del 1871, Théodore de Banville ospita Arthur Rimbaud, ma questi dal mese di maggio, nelle sue lettere dette « du Voyant » (del Veggente), esprime la sua originalità; e nell'agosto del 1871, nella sua poesia parodia Ce qu'on dit au poète à propos de fleurs (Ciò che dice al poeta a proposito dei fiori) esprime una critica aperta della poetica di Banville.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (FR) Maurice Souriau, Histoire du Parnasse, Éditions Spes, 1929.
  • (FR) Louis-Xavier de Ricard, Petits mémoires d'un Parnassien et Adolphe Racot, Les Parnassiens, introductions et commentaires de M. Pakenham, présenté par Louis Forestier, Aux Lettres modernes, collection avant-siècle, 1967.
  • (FR) Yann Mortelette, Histoire du Parnasse, Paris : Fayard, 2005, 400 p.
  • (FR) Le Parnasse. Mémoire de la critique, éd. Yann Mortelette, Paris : PUPS, 2006, 444 p. (recueil d'articles d'époque sur le Parnasse)
  • (FR) André Thérive, Le Parnasse, édition PAUL-DUVAL, 1929.
  • (FR) Luc Decaunes, La Poésie parnassienne: Anthologie, Seghers, 1977.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]