Nutrizione artificiale
La nutrizione artificiale è un insieme di metodiche atte a permettere l'alimentazione di pazienti che, per vari motivi, non sono in grado, momentaneamente o permanentemente, di assumere alimenti liquidi o solidi per via orale.
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[modifica] Applicazioni
L'alimentazione naturale, infatti, è composta di diverse fasi:
- l'apporto di cibo alla bocca
- masticazione
- deglutizione
- digestione con conseguente assorbimento e metabolizzazione
Le condizioni per cui si ricorre alla nutrizione artificiale possono pertanto essere:
- condizioni odonto-stomatologiche (impossibilità di masticare o deglutire i cibi per danni ossei e muscolari estesi)
- condizioni digestive (presenza di vomito o diarrea incoercibili, traumi addominali, interventi chirurgici soprattutto se comportano asportazione di parti dell'apparato digerente, alterazione dei processi di assorbimento)
- pazienti in stato di forte denutrizione che devono essere preparati a un intervento chirurgico
- pazienti traumatizzati o ustionati gravi
- tumori maligni, prima o dopo cicli di chemioterapia
- pazienti in stato di coma.
[modifica] Aspetto medicolegale
L'insieme delle procedure è considerato un trattamento medico che prevede il consenso informato del paziente o di una persona da esso delegata.[1].[2]
L'alimentazione assistita consiste nell'imboccare una persona o nel frullarle il cibo per sopperire all'incapacità di masticare adeguatamente.[2] La nutrizione artificiale, invece, sostituisce delle funzioni fisiologiche,[2] è cioè un trattamento medico sostitutivo come la ventilazione meccanica e l'emodialisi.[1]
[modifica] Descrizione
Viene attuata somministrando miscele nutrizionali preparate con procedure farmaceutiche in via artificiale (preparazioni galeniche magistrali)[1]. Il fabbisogno calorico si calcola sulla base delle condizioni generali del paziente, del suo stato nutrizionale, della patologia che ha reso necessaria la nutrizione artificiale, delle eventuali complicanze e di malattie preesistenti che possano alterare il metabolismo (diabete, cirrosi epatica, insufficienza renale).
Sempre in base alla situazione clinica si sceglie la via di somministrazione più adeguata:
- via enterale quando possibile si preferisce questa via (con diversi tipi di sonde gastriche o intestinali come nel caso della gastrostomia endoscopica percutanea) perché più simile a quella fisiologica.
- nutrizione parenterale, utilizzata quando l'apparato digerente non è utilizzabile, senza dunque passare per le vie digestive, mediante l'introduzione di un catetere venoso in una vena periferica o centrale.[3]
[modifica] Note
- ^ a b c «La nutrizione artificiale (NA) è un trattamento medico. Da considerarsi a tutti gli effetti un trattamento medico fornito a scopo terapeutico o preventivo. La Na non è una misura ordinaria di assistenza (come lavare o imboccare un malato non autosufficiente), si configura come un trattamento medico sostitutivo (come ad esempio la ventilazione meccanica e la emodialisi)». «La miscela nutrizionale è da ritenere un preparato farmaceutico che deve essere richiesto con una ricetta medica e deve essere considerato una preparazione galenica magistrale, non essendo un prodotto preconfezionato in commercio. Si tratta comunque di un trattamento medico a tutti gli effetti tanto che prevede il consenso informato del malato o del suo delegato, secondo le norme del codice deontologico.»; Precisazioni in merito alle implicazioni bioetiche della nutrizione artificizle. Società Italiana di Nutrizione Parenterale ed Enterale (SINPE), gennaio 2007. URL consultato il 21-02-2009.
- ^ a b c Maurizio Muscaritoli, presidente della Società Italiana di Nutrizione Artificiale e Metabolismo (Sinpe), intervistato da Eleonora Martini, Il manifesto, 11 febbraio 2009, p. 4.
- ^ Olle Ljungvist, presidente della società europea di nutrizione clinica e metabolismo, ne Il manifesto, 18 gennaio 2009, p. 8.
[modifica] Voci correlate
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