Nightmare Detective

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Nightmare Detective
Nightmare Detective.jpg
Shinya Tsukamoto in una scena del film
Titolo originale Akumu Tantei
Lingua originale giapponese
Paese di produzione Giappone
Anno 2006
Durata 106 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere thriller, orrore
Regia Shinya Tsukamoto
Soggetto Shinya Tsukamoto
Sceneggiatura Shinya Tsukamoto
Produttore Takuji Ushiyama
Casa di produzione Kaijyu Theater, Movie-Eye Entertainment Inc.
Distribuzione (Italia) Rarovideo (home video)
Fotografia Shinya Tsukamoto
Montaggio Shinya Tsukamoto
Musiche Chu Ishikawa, Tadashi Ishikawa
Scenografia Shinya Tsukamoto
Interpreti e personaggi

Nightmare Detective è un film del 2006 di Shinya Tsukamoto.

Presentato in concorso alla Festa del Cinema di Roma 2006, in Italia è stato distribuito direttamente per il mercato home video dalla Raro Video.

Il film è stato girato interamente nel quartiere Adachi di Tokyo ed ha avuto un seguito, intitolato Nightmare Detective 2 (2008), sempre diretto (ma non interpretato) da Tsukamoto.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La polizia indaga sulla morte di alcune persone, il cui decesso è stato catalogato, anche in merito alle dichiarazioni di alcuni testimoni, come suicidio. Ma la giovane ispettrice Keiko Kirishima scopre un elemento che accomuna questi decessi: tutte le vittime, per lo più persone depresse, avevano memorizzato, sul proprio cellulare, uno stesso numero telefonico, che avevano chiamato poco prima di morire. Analizzando le ultime chiamate delle vittime, la polizia non riesce a captare la voce del loro comune interlocutore, ma soltanto una voce femminile che ripete "aiuto". Kirishima, convinta di trovarsi dinanzi a casi di omicidio, sospetta che l'assassino agisca sulla vittima attraverso il telefono, facendo uso di una forma di potente ipnosi. A causa della stranezza del caso, all'interno del distretto di polizia vengono stabilite due sezioni investigative: una si occuperà delle indagini secondo metodi tradizionali, l'altra, presieduta dalla stessa Kirishima e dal detective Wakamiya, procederà secondo metodi soprannaturali. L'ispettrice chiede l'aiuto di un certo Kagenuma, un ragazzo che, secondo alcune fonti, ha la capacità di penetrare nei sogni delle altre persone; ma lui si rifiuta di assistere la polizia nelle indagini, in quanto l'utilizzo delle sue capacità paranormali determinano un suo deterioramento fisico e psichico che lo hanno portato a rischiare di morire. Incassato il suo no, il detective Wakamiya decide di telefonare al numero misterioso; l'interlocutore è 0, un uomo, che però smaschera il vero intento del poliziotto. Addormentatosi poco dopo su una poltrona all'interno del distretto, Wakamiya viene colto da convulsioni, ma non riesce a svegliarsi; Kirishima, disperata, chiama Kagenuma che stavolta acconsente ed accorre in loro aiuto; messosi in contatto telepatico con Wakamiya, Kagenuma penetra nel suo sogno, ma è ormai troppo tardi, un qualcosa di indefinibile fa a pezzi il poliziotto all'interno del suo sogno e ferisce lo stesso Kagenuma. Kirishima, che aveva assistito "dal di fuori" alla morte del suo collega, telefona a sua volta a 0, costringendo Kagenuma a dover entrare anche nei suoi sogni per non vederla morire. Addormentatasi, l'ispettrice si trova finalmente faccia a faccia con l'assassino, il fantomatico 0, il quale le rivela di sentirsi costretto ad uccidere, a causa di una furia omicida che lo avvinghia ogni volta che entra in contatto telefonico con la sua vittima. Sempre nel sogno, Kirishima tenta la fuga e si rifugia in una vecchia fornace, assediata da 0; ma il tempestivo intervento di Kagenuma la salva uccidendo l'assassino e svelandone il terribile passato, che lo aveva visto assistere alla morte della sorellina (era suo il grido di aiuto che si udiva durante le telefonate), rimasta intrappolata all'interno della stessa fornace.

Critica[modifica | modifica sorgente]

In merito a Nightmare Detective, il critico cinematografico Enrico Ghezzi, da sempre ammiratore di Tsukamoto, ha detto:

"Questo ed altri suoi film, come A Snake of June e soprattutto Vital, sono discese dentro il corpo, sortite dentro l'anima, l'immaginato. Il suo è un cinema così classicamente installato nell'estremo, da potersi definire violentemente classico (...) Tsukamoto, come un palombaro, si cala nelle ossessioni, nei giochi, nell'amore, nell'odio, si cala nella possibilità di vivere o sopravvivere alla morte, o di soprammorire alla vita; è veramente un cinema mai visto (...), forse l'unico modo di vedere la cosa, il nero, la non forma."[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Enrico Ghezzi su Nightmare Detective

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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