Moschea di al-Husayn

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Moschea dell'Imam al-Husayn b. ʿAlī

La moschea di al-Ḥusayn (in in arabo: مسجد الإمام الحسين, Masjid al-Imām al-Ḥusayn, ossia "Moschea dell'Imam al-Ḥusayn"; in arabo egiziano جامع سيدنا الحسين, ossia Jāmiʿ Sayyidnā[1] al-Ḥusayn, "Moschea di nostro Signore al-Ḥusayn") è una moschea edificata nel 1154 al Cairo (Egitto), vicino al suq detto Khān el-Khalīlī.

Prende questo nome in onore del nipote di Maometto, al-Ḥusayn b. ʿAlī, avuto tramite sua figlia Fāṭima al-Zahrāʾ e suo cugino paterno ʿAlī b. Abī Ṭālib, la cui testa si crede sia inumata all'interno. Gli sciiti pensano che la testa e il corpo di al-Ḥusayn si trovino invece nel Santuario dell'Imam al-Ḥusayn a Kerbelāʾ.[2]

La moschea è considerato uno dei principali santuari islamici del Cairo e fu costruita dagli Imam fatimidi, come si scoprì nel corso di scavi archeologici dell'area. Il mausoleo (che data a una fare precedente al 1154) è la parte più antica del complesso.[3] La costruzione attuale risale al XIX secolo e subì l'influenza della cosiddetta "Gothic Revival architecture".[4]

La moschea ospita alcuni reperti particolarmente venerati e quella che molti musulmani credono sia la più antica copia manoscritta esistente del Corano.[5]

Nella moschea esiste una lastra di marmo su cui è scolpito il ḥadīth in cui il profeta Maometto dice: "al-Ḥusayn deriva da me e io da al-Ḥusayn. Possa Allah amare chiunque ama al-Ḥusayn. Egli è un nipote (supremo) fra i nipoti (eccelsi)." Sopra la lastra si trova un altro ḥadīth considerato "buono" (ḥasan), riportato da al-Tirmidhi, ma anche da Bukhari e Ahmad ibn Hanbal.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il termine sayyid significa normalmente "signore" ma con tale appellativo sono chiamati anche i diretti discendenti del profeta Maometto.
  2. ^ Jaʿfar ibn Qūlawayh al-Qummi, Kāmil al-Ziyārāt, trans. Sayyid Mohsen al-Ḥusayni al-Mīlāni, Shiabooks.ca Press, 2008, p. 63.. L'ipotesi che la testa si trovi effettivamente al Cairo non è del tutto frutto di fantasia. Il nipote di Maometto fu infatti decapitato dopo essere caduto nell'eccidio di Kerbelāʾ e la sua testa, spiccata dal busto, fu inviata a Damasco dal califfo omayyade Yazid ibn Mu'awiya e qui conservata. In età fatimide - all'epoca del "visirato militare" dell'ismailita-fatimide al-Afdal ibn Badr al-Jamali - la testa sarebbe stata poi recuperata e portata da Ascalona, minacciata dai Crociati, con tutti gli onori nella loro capitale.
  3. ^ Caroline Williams, Islamic Monuments in Cairo: The Practical Guide. Cairo, American University in Cairo Press, 2002, pp. 193-194.
  4. ^ Review of the Mosque
  5. ^ Restoration of the First Quran

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • al-Maqrizi, al-Mawāʿiẓ wa al-iʿtibār fī dhikr al-khiṭaṭ wa al-athār, 2 voll., Bulaq, 1854, I, p. 427.

Coordinate: 30°02′52″N 31°15′47″E / 30.047778°N 31.263056°E30.047778; 31.263056