Monastero di Rabban Ormisda

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Il monastero di Rabban Ormisda

Il monastero di Rabban Ormisda è un monastero della Chiesa cattolica caldea in Iraq, costruito nel VII secolo sul fianco di una montagna a circa 2 miglia da Alqosh e 28 miglia da Mossul, nel nord dell'Iraq.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il monastero prende il nome dal suo fondatore, Rabban (in siriaco: monaco) Ormisda, venerato come santo nella tradizione cristiana nestoriana e nella Chiesa cattolica, che lo fondò nel 640.[1] Il monastero fu fiorente soprattutto tra il X ed il XII secolo con gli abati Mar Yohanna di Halabta, Mar Isho Barnon, Mar Ipni Maron, ma subì pesanti attacchi e devastazioni ad opera dei Mongoli di Tamerlano (XIV secolo). Attorno al 1540 divenne abate Yukhannan Sulaqa, che nel 1551 fu eletto primo patriarca della Chiesa cattolica caldea, con il nome di Shimun VIII.

Nello stesso periodo i patriarchi della linea Eliya della Chiesa assira d'Oriente si trasferirono nel monastero, che fu sede dei patriarchi nestoriani dal 1551 al 1804. Nel corridoio che conduce alla cella del santo monaco Ormisda, sono collocate le tombe di nove patriarchi.[2]

Verso il 1743 il monastero fu abbandonato a causa delle pestilenze e degli attacchi dei Curdi. Nel 1808 il monaco Gawriel Danbo, malgrado l'opposizione di Yohanna Hormizd arcieparca di Mossul e futuro patriarca di Babilonia, ricostruì il monastero e lo fece rivivere raccogliendo attorno a sé altri monaci e giovani leve, per le quali istituì un seminario. In un viaggio a Roma chiese l'approvazione del suo istituto, l'Ordine Antoniano di Sant'Ormisda dei Caldei, che fu concessa da papa Gregorio XVI il 26 settembre 1845. Anche il patriarca Yosep VI Audo, prima di essere nominato arcieparca di Mossul, era stato monaco del monastero di Rabban Ormisda.

Gawriel Dambo fu assassinato nel 1832 da soldati inviati dal pascia Mohammed, emiro curdo di Rawanduz. Nel 1838 il monastero e la città di Alqosh furono attaccati dai Curdi dell'emirato di Soran e centinaia di cristiani trovarono la morte.[3] Nel 1843 i curdi depredarono i villaggi cristiani della regione raccogliendo quanto più denaro potevano e distruggendo molte icone del monastero.[4]

In questi continui attacchi finirono in cenere anche antichi e preziosi manoscritti in siriaco: molti andarono perduti o dispersi nei saccheggi del 1828 e del 1868, quando 147 volumi, manoscritti o stampati, furono distrutti.

Secondo la testimonianza di Ernest Alfred Wallis Budge, che visitò il monastero nel 1890, vi erano all'epoca solo dieci monaci, a fronte dei cinquanta presenti al momento della fondazione di Gawriel Dambo.[5]

Nel 1859 il patriarca Yosep VI Audo, con il sostegno finanziario della Santa Sede, edificò nella pianura nei pressi di Alqosh un nuovo monastero, Notre Dame des Semences, dove pian piano i monaci di Rabban Ormisda si trasferirono. Oggi l'antico monastero è un luogo di pellegrinaggio e di preghiera, che ha ripreso vita dopo il 1975.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Jules Leroy - Peter Collin, Monks and Monasteries of the Near East, 2004, pp. 166–167.
  2. ^ Amir Harrak, Patriarchal Funerary Inscriptions in the Monastery of Rabban Hormizd, in Hugoye: Journal of Syriac Studies Vol. 6.2, 2009, pp. 293-309.
  3. ^ David Wilmshurst, The Ecclesiastical Organisation of the Church of the East, 1318-1913, Louvain 2000.
  4. ^ Charles A. Frazee, Catholics and Sultans: The Church and the Ottoman Empire 1453-1923, Cambridge University Press, 2006, p. 298.
  5. ^ Ernest Alfred Wallis Budge, The histories of Rabban Hormizd the Persian and Rabban Bar-Idta, London 1902.

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