Manuale Cencelli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Manuale Cencelli è un'espressione giornalistica con cui si allude all'assegnazione di ruoli politici e governativi ad esponenti di vari partiti politici o correnti in proporzione al loro peso.[1] L'espressione viene spesso usata in senso ironico o dispregiativo, per alludere a nomine effettuate in una mera logica di spartizione in assenza di meritocrazia.[2]

L'espressione trae origine dal cognome di Massimiliano Cencelli, un funzionario della Democrazia Cristiana, che in un'intervista ad Avvenire del 25 luglio 2003 ne svelò gli antefatti:

« Nel 1967 Sarti, con Cossiga e Taviani, fondò al congresso di Milano la corrente dei 'pontieri', cosiddetta perché doveva fare da ponte fra maggioranza e sinistra. Ottenemmo il 12% e c'era da decidere gli incarichi in direzione. Allora io proposi: se abbiamo il 12%, come nel consiglio di amministrazione di una società gli incarichi vengono divisi in base alle azioni possedute, lo stesso deve avvenire per gli incarichi di partito e di governo in base alle tessere. Sarti mi disse di lavorarci su. In quel modo Taviani mantenne l'Interno, Gaspari fu Sottosegretario alle Poste, Cossiga alla Difesa, Sarti al Turismo e spettacolo. La cosa divenne di pubblico dominio perché durante le crisi di governo, Sarti, che amava scherzare, rispondeva sempre ai giornalisti che volevano anticipazioni: chiedetelo a Cencelli »
(Massimiliano Cencelli)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Renato Venditti, Il manuale Cencelli. Il prontuario della lottizzazione democristiana. Un documento sulla gestione del potere, Editori Riuniti, 1981.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giorgio Dell'Arti, Massiminliano Cencelli, in Catalogo dei viventi 2015
  2. ^ Il «Cencelli» di una banca e del Paese, Il Sole 24 ORE, 1º ottobre 2011

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

politica Portale Politica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di politica