Lonchorhina aurita

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Lonchorhina aurita
Lonchorhina.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Laurasiatheria
Ordine Chiroptera
Sottordine Microchiroptera
Famiglia Phyllostomidae
Sottofamiglia Phyllostominae
Genere Lonchorhina
Specie L.aurita
Nomenclatura binomiale
Lonchorhina aurita
Tomes, 1863
Sinonimi

L.occidentalis

Lonchorhina aurita (Tomes, 1863) è un Pipistrello della famiglia dei Fillostomidi diffuso nell'America centrale e meridionale.[1][2]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Pipistrello di medie dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 53 e 69 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 49 e 54 mm, la lunghezza della coda tra 49 e 56 mm, la lunghezza del piede tra 13 e 17 mm, la lunghezza delle orecchie tra 28 e 35 mm e un peso fino a 15 g.[3]

La pelliccia è lunga. Le parti dorsali variano dal marrone scuro al bruno-rossastro. Il muso è corto, con una foglia nasale molto lunga, lanceolata, attraversata da una cresta longitudinale e con due fosse alla base che circondano le narici, circondate da escrescenze carnose. Sul labbro inferiore è presente un cuscinetto carnoso liscio e triangolare, mentre quello superiore è ricoperto di piccole verruche. Le orecchie sono molto grandi, larghe ed appuntite, con il margine anteriore che si curva alla base per unirsi a quello dell'altro orecchio sopra il muso. Un lobo carnoso è posizionato all'apertura del canale uditivo ed è in grado di chiuderlo completamente. Il trago è lungo circa la metà del padiglione auricolare, è appuntito e con due incavi alla base del margine posteriore. Le ali sono attaccate posteriormente sulla caviglia. La coda è lunga ed inclusa completamente nell'ampio uropatagio. Il calcar è lungo circa quanto il piede. Gli arti inferiori sono allungati. Il cariotipo è 2n=32 FNa=60.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

Si rifugia nelle grotte e in tunnel minerari in gruppi da 12 a 500 individui. L'attività predatoria inizia ben dopo il tramonto nella notte profonda. È un agile volatore e può fermarsi e stazionare in aria per sfuggire alle trappole a rete.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Si nutre probabilmente di insetti raccolti sulla vegetazione, sebbene esemplari in cattività siano stati nutriti anche con frutta.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Femmine gravide sono state osservate da febbraio ad aprile e le nascite sono sincronizzate con l'avvento della stagione delle piogge.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Questa specie è diffusa nell'America centrale dagli stati messicani meridionali di Oaxaca, Tabasco, Chiapas e Quintana Roo, attraverso il Guatemala, Belize, Honduras, El Salvador, Nicaragua, Costarica, Panama fino alla Colombia, Venezuela, Ecuador, Perù settentrionale ed orientale, Bolivia settentrionale e Brasile occidentale, centrale e centro-orientale. È presente anche sull'isola di Trinidad e un individuo è stato catturato presso Nassau, sulle isole Bahamas.

Vive nelle foreste sempreverdi e mature fino a 1.500 metri di altitudine. Talvolta è presente in foreste decidue e zone agricole.

Stato di conservazione[modifica | modifica sorgente]

La IUCN Red List, considerato il vasto areale, classifica L.aurita come specie a rischio minimo (LC).[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) Sampaio, E., Lim, B., Peters, S., Miller, B., Cuarón, A.D. & de Grammont, P.C. 2008, Lonchorhina aurita in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2013.2, IUCN, 2013.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Lonchorhina aurita in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005. ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ Reid, 2009, op. cit.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Alfred L. Gardner, Mammals of South America, Volume 1: Marsupials, Xenarthrans, Shrews, and Bats, University Of Chicago Press, 2008. ISBN 9780226282404
  • Fiona A. Reid, A field guide to the Mammals of Central America and Southeast Mexico, Oxford University Press, 2009. ISBN 9780195343236

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