Leva (fisica)

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bussola Disambiguazione – Se stai cercando il dispositivo di comando/controllo che prende il nome di leva, vedi Leva (meccanica).
Tipi di leve: in alto una leva del primo tipo, in basso una del terzo
« Datemi un punto d'appoggio e solleverò il mondo. »

Una leva è una macchina semplice che trasforma il movimento.

Essa è composta da due bracci solidali fra loro, cioè che ruotano nello stesso angolo e con la stessa velocità angolare, incernierati per un'estremità a un fulcro, attorno al quale sono liberi di ruotare .

I bracci di una leva sono anche indicati con i termini di braccio-potenza (P) e braccio-resistenza (R); il primo è il braccio al quale bisogna applicare una forza per equilibrare la forza resistente applicata all'altro braccio.

Indice

[modifica] Condizione di equilibrio

Palanca-ejemplo.jpg

La condizione di equilibrio nella leva è la consueta condizione di equilibrio alla rotazione: la somma dei momenti meccanici ad essa applicate deve essere uguale a zero.

Poiché nella leva l'asse di rotazione è fisso e sono applicate solo due forze, è sufficiente uguagliare i due momenti:

b_1 \cdot  F_1 = b_2 \cdot  F_2,

dove:

  • \vec F_1, è la forza applicata all'estremità del braccio b1 (che farebbe ruotare la leva in un dato verso);
  • \vec F_2 è la forza applicata all'estremità del braccio b2 (che farebbe invece ruotare la leva nel verso opposto).

Segue \frac {b_1}{b_2} = \frac {F_2}{F_1}, ovvero il braccio e la forza su di esso applicata sono inversamente proporzionali.

[modifica] Vantaggio meccanico

Metodo di sollevamento con una leva di una commode
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Guadagno meccanico.

Dalla condizione di equilibrio segue che imprimendo all'estremità del braccio lungo della leva un movimento con una determinata forza, l'estremità del suo braccio corto si muoverà con una forza moltiplicata di un fattore b1/b2, anche se percorrerà un cammino ridotto dello stesso fattore, e viceversa se l'azione viene invece compiuta sul braccio corto. Il rapporto tra le dimensioni dei bracci determina quindi il rapporto tra forza resistente e forza da applicare.

[modifica] Classificazione delle leve

In base al rapporto tra forza resistente e forza applicata (o potenza) le leve si distinguono in:

  • svantaggiose: se la forza applicata richiesta è maggiore della forza resistente, ovvero se il braccio-resistenza è più lungo del braccio-potenza (bp / br < 1);
  • indifferenti: se la forza applicata richiesta è uguale alla forza resistente, ovvero se il braccio-resistenza è uguale al braccio-potenza (bp / br = 1);
  • vantaggiose: se la forza applicata richiesta è minore della forza resistente,ovvero se il braccio-resistenza è più corto del braccio-potenza (bp / br > 1);

In base alla posizione reciproca del fulcro e delle forze le leve si distinguono in:

  • leve di primo genere: il fulcro si trova tra le due forze (interfulcrate); possono essere vantaggiose, svantaggiose o indifferenti;[1]
LeverFirstClass.svg
  • leve di secondo genere: la forza resistente si trova tra fulcro e forza motrice (o potenza)(interresistente); sono sempre vantaggiose;[1]
LeverSecondClass.svg
  • leve di terzo genere: la forza motrice (potenza) si trova tra fulcro e forza resistente; sono sempre svantaggiose.[1]
ThirdClassLever.svg

[modifica] Esempi di leve

La tabella seguente riporta alcuni semplici esempi di leve, indicando il fulcro, i punti di applicazione delle forze, il tipo di leva.

Leva Fulcro Forza resistente Forza applicata Tipo
Forbici Cerniera Oggetto da tagliare Impugnatura I
Tenaglia Cerniera Chiodo Impugnatura I
Carrucola fissa Asse centrale Oggetto da sollevare Forza fisica I
Vanga Mano o coscia Lama con zolla Altra mano I
Remo Scalmo Attrito dell'acqua Forza fisica I
Mantice Ugello Sacca d'aria Impugnatura II
Carriola Asse della ruota Peso da trasportare Manici II
Schiaccianoci Perno Noce Mano II
Braccio umano Gomito Oggetto sorretto dalla mano Bicipite III
Prendi ghiaccio Perno Cubetto di ghiaccio Mano III
Pinzetta Perno Oggetto da prendere (ad esempio: pelo, francobollo) Dita III
Pinza per i carboni ardenti Perno Oggetto da prendere (carbone) Dita III

[modifica] Note

  1. ^ a b c Arduino, op. cit., p. 573

[modifica] Bibliografia

  • Gianni Arduino; Renata Boggi, Educazione tecnica, 1a ed. (in italiano), Lattes, 1990.
  • Ugo Amaldi; Roberto Fantini, La fisica di Amaldi, 1a ed. (in italiano), Zanichelli, 2007.

[modifica] Voci correlate

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