Le Cid

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Il Cid
Opera teatrale in cinque atti
Frontespizio della prima edizione
Frontespizio della prima edizione
Autore Pierre Corneille
Titolo originale Le Cid
Lingua originale Francese
Genere Tragicommedia, tragedia
Ambientazione A Siviglia
Prima assoluta 1637
Teatro Marais di Parigi
Personaggi
  • Don Fernando (Don Fernand), primo re di Castiglia
  • Donna Urraca (Dona Urraque), Infanta di Castiglia
  • Don Diego (Don Diègue), padre di Don Rodrigo
  • Don Gomez (Don Gomès), conte, padre di Jimena
  • Don Rodrigo (Don Rodrigue), amante di Jimena
  • Don Arias e Don Alonso (Don Alonse), gentiluomini castigliani
  • Chimena (Chimène), figlia di Don Gomez
  • Leonora (Léonor), governante dell'Infanta
  • Elvira (Elvire), governante di Jimena
  • Un paggio dell'Infanta
 

Le Cid è un'opera teatrale di Pierre Corneille pubblicata nel 1637.

"Cid" (Sid), che significa signore (dall'arabo "said"), è il nome che fu dato al personaggio storico spagnolo Rodrigo Diaz de Vivar dagli arabi, suoi nemici, ma spesso suoi alleati e grandi ammiratori. Le sue vittorie salvarono la Spagna dall'invasione degli arabi.

Trama[modifica]

Il giovane Rodrigo e la bella Chimena si amano, ma i loro padri sono in contrasto tra loro; come precettore di suo figlio il re ha preferito il padre di Rodrigo, Don Diego, a quello di Chimena.

Durante la disputa il padre di Chimena dà uno schiaffo a Don Diego. Egli non può vendicarsi per la sua vecchiaia e dunque chiede al figlio di farlo per lui. Rodrigo si trova di fronte ad un forte e straziante dilemma: se egli non vendica l'onore del padre, perderà l'amore di Chimena, perché non c'è amore senza stima; se vendica il suo onore e uccide il padre della sua fidanzata, Chimena non sposerà mai l'assassino di suo padre.

Rodrigo sceglie di battersi ed è vincitore. Chimena, a sua volta, si trova nello stesso dilemma: per salvare il suo onore, non potendo farlo lei di persona in quanto donna, chiede al re la morte di Rodrigo; lei non ha scelta: se non lo farà, Rodrigo non la sposerà mai.

I Mori, intanto, arrivano alle porte della città; Rodrigo riporta una grande vittoria su di loro, è riconosciuto come Cid, Signore degli Arabi sconfitti, e salva così la patria dall'invasione.

Il re, al quale Chimena si è rivolta, si trova in grande imbarazzo; non potendo rischiare di perdere il suo salvatore, egli ricorre a uno stratagemma: il duello tra Rodrigo e Don Sancio, l'eroe incaricato di combattere per Chimena, si farà ma egli si fa promettere dalla giovane donna che sposerà il vincitore. Don Sancio è sconfitto, ma il re, al contrario, annuncia a Chimena la morte di Rodrigo. Chimena, sulla scena, dichiara tutto il suo amore per Rodrigo. L'opera finisce con la promessa di matrimonio tra i due protagonisti.

Le Cid nel XVII secolo[modifica]

All'epoca della sua prima rappresentazione del 1637, il personaggio del Cid, Don Rodrigo, fu rappresentato da Guillame Gilberts detto Montdory. A lui successe Floridor (nome d'arte di Josias de Soulas), attore feticcio di Corneille che poi passò dal teatro del Marais all'Hôtel de Bourgogne.

La questione de Le Cid[modifica]

La rappresentazione del Cid fu subito un trionfo, ma anche l'inizio di una violenta lite.

Tra i critici che condannarono l'opera, vi fu il cardinale Richelieu che non aveva perdonato a Corneille l'abbandono dalla Società dei cinque attori, che egli aveva creato. Per attaccare Corneille, si appoggiò alle regole del teatro classico: Le Cid, in quanto tragicommedia, non rispettava le unità aristoteliche di azione, tempo e luogo.

Il cardinale Richelieu spinse l'Accademia Francese a pubblicare un testo critico, Sentimenti dell'Accademia, contro il Cid, ma poi modificò la sua posizione in considerazione dello straordinario successo del lavoro.

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