Lautréamont
| « Non è dato a tutti accostarsi agli estremi, sia in un senso che in un altro. » |
| (da Poésies I, citato in I Canti di Maldoror, poesie, lettere, a cura di Ivos Margoni, Einaudi, Torino, 1989.) |
Lautréamont, pseudonimo di Isidore Lucien Ducasse (Montevideo, 4 aprile 1846 – Parigi, 24 novembre 1870), è stato un poeta francese.
Indice |
Vita e opere[modifica]
Figlio di un funzionario dell'ambasciata francese a Montevideo, fu inviato, nel 1859, a studiare in Francia nel liceo di Tarbes e poi a Pau fino al 1865. Dopo un soggiorno di due anni a Montevideo, si trasferì a Parigi dove, nel 1868 diede alle stampe, anonimo, il primo canto de I Canti di Maldoror (titolo originale: Les Chants de Maldoror).
Nel 1869, sotto lo pseudonimo di Conte di Lautréamont, fu stampata l'opera completa in sei canti. L'editore Albert Lacroix (lo stesso di Victor Hugo e Émile Zola), tuttavia, non mise in vendita il libro per timore della censura, data l'eccessiva violenza espressiva. Ducasse scelse lo pseudonimo ispirandosi al romanzo Lautréaumont di Eugène Sue.
Fu probabilmente a causa di questo evento che Ducasse cambiò completamente rotta, volgendosi da una poetica della disperazione a una della speranza,[1] e scrivendo due testi poetici che avrebbero dovuto essere introduzione a un'opera successiva. Poésies I e Poésies II furono stampate nel mese di giugno del 1870 e pubblicate questa volta col nome autentico dell'autore. Lo stile e i temi sono ben differenti da quelli di Maldoror. Tuttavia è facile ravvisare in questo stravolgimento un atteggiamento ironico o quanto meno enigmatico.[2] Si tratta verosimilmente di una polemica neanche troppo velata da parte di chi aveva deciso di cantare gli orrori dell'uomo, "bestia feroce", seconda la programmatica dichiarazione dei Chants (secondo canto, strofa quarta).
Ducasse fu rinvenuto morto una mattina di novembre del 1870 nel proprio letto d'albergo. Aveva solo 24 anni e la sua morte così prematura ed improvvisa fece pensare, forse erroneamente, a un suicidio.
È solo con la morte del poeta, che nel 1874 vengono pubblicati i canti, sempre sotto lo pseudonimo Conte di Lautréamont. Nel 1890 una successiva edizione indica il vero nome dell'autore, presentandone una breve nota biografica.
La violenza verbale del suo Maldoror associata ad una fantasia immaginifica e manifestata in una visione romanticamente satanica, nichilista, lo fecero classificare fra i poeti maledetti. La sua opera fu praticamente ignorata fino al 1890, e in seguito venne valorizzata dai surrealisti che, scorgendone affinità con le loro idee, giunsero a considerarlo un loro predecessore.
Note[modifica]
- ^ Lettera a Monsieur Darasse del 12 marzo 1870
- ^ Cfr. M.Richter, A.Capatti, Meridiennes. Histoire et Anthologie de la Littérature Française, Padova, CLEUP Editrice, 2000, vol.2, pp.162 ss.
Bibliografia[modifica]
- Lautréamont, I Canti di Maldoror, poesie, lettere, a cura di Ivos Margoni, Einaudi, Torino 1989
- Lautréamont, I Canti di Maldoror, traduzione e cura di Stefano Lanuzza, Barbès, Firenze, 2010
- Lautréamont, La poesia non è tempesta, traduzione e cura di Stefano Lanuzza, Barbès, Firenze, 2012
- Ruperto Long, No dejaré memorias. El enigma del Conde de Lautréamont, Aguilar, 2012
- Fortunato Zocchi, L'Arte della Mistificazione e la Mistificazione nell'Arte di Lautréamont, La Similitudine nei 'Chants de Maldoror', Il 'Bestiaire' di Lautréamont, athena.unige.ch.
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