La straordinaria invenzione di Hugo Cabret

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La straordinaria invenzione di Hugo Cabret
Titolo originale The Invention of Hugo Cabret
Autore Brian Selznick
1ª ed. originale 2007
Genere Romanzo
Sottogenere Storico-drammatico
Lingua originale inglese

La straordinaria invenzione di Hugo Cabret (The Invention of Hugo Cabret) è un romanzo di Brian Selznick. È un libro narrato con parole ed immagini, ovvero alcune scene sono descritte come un normale libro, altre mediante l'utilizzo di soli disegni.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Hugo ha già perso la madre e il suo unico affetto è il padre, orologiaio che lavora anche in un museo. Un giorno il signor Cabret ritrova nel museo un automa rotto e arrugginito che crede essere capace di scrivere (ha una penna in mano) e decide di provare a ripararlo. Anche Hugo si appassiona molto al robot, ma il padre muore improvvisamente in un incendio al museo, e Hugo va a vivere alla stazione con lo zio Claude, anche lui orologiaio e addetto agli orologi della stazione. Lo zio gli insegna come lavorare agli orologi della stazione per controllarli e a rubare, poi lo abbandona. Hugo ritorna alle rovine del palazzo del museo dove il padre lavorava, ritrova e recupera l'automa e un taccuino su cui il padre prendeva appunti su come ripararlo e poi torna alla stazione. Nel cercare di riparare l'automa scopre che il padre ha modificato alcuni ingranaggi, forse per cambiare il messaggio che il robot poteva scrivere. Desideroso di scoprire il messaggio del padre, Hugo ruba molti ingranaggi da un chiosco di giocattoli meccanici alla stazione, gestito da un vecchio che poi si scoprirà essere nientemeno che Georges Méliès scoprendolo gli porta via il taccuino e minaccia di bruciarlo, portandoselo a casa. Il ragazzo lo segue, e arrivato sotto la casa di Méliès, intravede dalla finestra una ragazzina, così getta un sasso contro il balcone per richiamarne l'attenzione, e la ragazza, di nome Isabelle, si affaccia. La ragazza, figlioccia di Méliès, promette a Hugo che farà in modo che il padrino non bruci il suo taccuino, eppure l'indomani Georges mostra a Hugo un fazzoletto pieno di cenere del taccuino. Hugo disperato torna nel suo rifugio ma riceve una lettera che gli dice di recarsi nella biblioteca della stazione. Nella biblioteca incontra Isabelle che gli dice che il taccuino non è stato bruciato e fa conoscenza con Étienne, il ragazzo amico di Isabelle che lavora al cinema. Étienne dà a Hugo alcuni soldi e con questi Hugo si compra un libro di trucchi di magia. Intanto Hugo inizia a lavorare per Georges, che gli farà pulire il chiosco e riparare tutti i giocattoli a cui il ragazzo ha rubato dei pezzi, con la promessa di ridargli in cambio il taccuino. Hugo inoltre si appassiona al cinema perché Étienne ce lo fa entrare gratis a vedere gli spettacoli, fino a quando il proprietario del cinema se ne accorge e lo licenzia. Isabelle trova il taccuino a casa del padrino e ruba una collana della moglie di Georges. Attaccata alla collana c'è una piccola chiave a forma di cuore. Il taccuino però non serve a Hugo, visto che il ragazzo riesce a riparare da solo l'automa. Il giorno dopo Georges crede che sia stato Hugo a rubargli il taccuino e lo scaccia arrabbiato. Hugo ruba la chiave della collana di Isabelle perché capisce che è quella la chiave del robot. Isabelle insegue Hugo fino al suo rifugio e i due attivano l'automa con la chiave. L'automa però non scrive, ma traccia delle linee e disegna un'immagine del film Viaggio sulla Luna di Méliès.

L'automa si firma col nome di Georges Méliès, quindi Isabelle crede che appartenga al padrino (non sapendo chi il padrino veramente è) e fugge credendo Hugo un bugiardo. Hugo prova a inseguirla e si stupisce che il passaggio originario dell'automa sia stato creato dal vecchio Georges e che suo padre non sia intervenuto per cambiarlo. Arrivati al palazzo di Méliès, Isabelle chiude la porta del palazzo non notando che le dita di Hugo sono dentro la fessura. Hugo, ferito alle dita, viene accolto dalla moglie di Méliès, mentre il marito sta chiudendo il chiosco, quindi non è ancora arrivato. La moglie fascia le dita di Hugo. I due ragazzi però aprono di nascosto una scatola dove ci sono dei disegni di famosi film tutti firmati Georges Méliès. Isabelle cade con la scatola e si ferisce a un piede. Georges entra proprio in quel momento e si sente male a vedere quei disegni, che rievocano in lui i fantasmi del passato. La moglie del cineasta vuole che Hugo e Isabelle restino nella sua casa ma Hugo, nella notte, fugge e va al chiosco di giocattoli di Méliès, e il giorno dopo passa alla libreria per chiedere se hanno dei libri sui primi film mai girati. Il libraio gli risponde che deve andare alla biblioteca dell'Accademia Cinematografica. Hugo ci va e lì incontra Étienne che gli fa vedere dei libri sulla storia di Georges Méliès, Hugo dice a Étienne che il cineasta è ancora vivo e vegeto (lo si credeva morto da tempo) e invita Étienne e il suo professore René Tabard, autore del libro, a venire a incontrarlo. Poi Hugo va da Isabelle che si trova al chiosco di giocattoli, le riferisce le sue scoperte e la porta su all'orologio principale per farle vedere il panorama. Hugo teme che, non potendo controllare gli orologi a causa della sua mano ferita, l'Ispettore Ferroviario, suo nemico da sempre, vedendo gli orologi fermarsi, indaghi sul guardaorologi e lo scopra mandandolo in un orfanotrofio. Arriva il giorno della visita di René, che scopre che Méliès, creduto da tutti morto, in realtà è vivo. A quel punto Méliès racconta la propria storia: la guerra fa andare in rovina il cineasta e a causa di un incidente d'auto erano morti un suo fidato assistente operatore (il padre di Isabelle) e sua moglie, l'unica sopravvissuta era la figlia. Méliès disperato fu costretto a vendere le sue pellicole a una ditta che le trasformò in tacchi per scarpe, con i soldi guadagnati comprò il chiosco dei giocattoli e si ritirò con la moglie con la promessa di non raccontare mai a nessuno, neppure a Isabelle, la sua vita precedente. Dopo aver raccontato la sua storia Georges chiede a Hugo di portargli l'automa. Ma Hugo, mentre è sul percorso, ruba del latte e l'Ispettore Ferroviario lo vede e lo insegue. Hugo viene catturato e portato nella piccola prigione della stazione ma riesce a fuggire. Riesce ad arrivare al suo rifugio ma l'Ispettore Ferroviario sfonda la porta distruggendo per sempre l'automa. Hugo, durante la fuga, finisce sui binari mentre è in arrivo un treno, ma viene salvato da Georges e Isabelle i quali raccontano all'ispettore ferroviario che Hugo è stato l'orologiaio durante questo tempo, e non suo zio, che era morto in fondo a un fiume. Alla fine Georges adotta Hugo e lo fa diventare un illusionista con nome di professor Alcofrisbas, illusionista che creà un automa che è in grado di scrivere e disegnare la sua storia, quella che il lettore ha appena terminato di leggere.


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