La scuola (film 1995)

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La scuola
Scuola-film95.jpg
Una scena del film
Titolo originale La scuola
Paese di produzione Italia, Francia
Anno 1995
Durata 104 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Daniele Luchetti
Soggetto Domenico Starnone
Sceneggiatura Daniele Luchetti, Sandro Petraglia, Stefano Rulli, Domenico Starnone
Fotografia Alessio Gelsini Torresi
Montaggio Mirco Garrone
Musiche Bill Frisell
Scenografia Giancarlo Basili
Interpreti e personaggi
Premi
« Dedicato a chi non è mai stato il primo della classe... »
(Slogan del film.)

La scuola è un film del 1995, diretto da Daniele Luchetti. Tratto da due libri di Domenico Starnone (Ex Cattedra, Sottobanco), ha inaugurato un mini-filone di film a tema scolastico (uno dei quali, Auguri professore di Riccardo Milani, è interpretato sempre da Silvio Orlando), che però non hanno avuto il suo stesso successo.

La colonna sonora originale è di Bill Frisell (che viene anche citato in un dialogo) e comprende il remix di Senza parole di Vasco Rossi ad opera del dj Bob Salton.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

È l'ultimo giorno di scuola in un malandato istituto tecnico della periferia romana: gli alunni non sono proprio diligenti e i docenti danno il loro peggio sia dal punto di vista lavorativo che personale. In sala professori si svolge una festicciola per il pensionamento dell'anziana Serino, la quale però proprio in quel giorno risulta inspiegabilmente assente: si teme che possa essere rimasta coinvolta nel crollo del soffitto della biblioteca, dal momento che tra le macerie viene ritrovata una sua scarpa.

Il corpo docente si presenta estremamente variegato: la professoressa di matematica Majello, solare e radiosa e benvoluta da tutti, è in crisi con il marito perché si vocifera che abbia un amante tra i colleghi; il professor Cirrotta d'educazione fisica è gretto, volgare e pigro; la professoressa d'inglese Lugo, ansiosa e fragilissima, ha il terrore delle cose appuntite ed è oggetto degli scherzi crudeli degli alunni e dello stesso Cirrotta; il professore di francese Mortillaro, razzista e "beduino", si diverte a mettere scompiglio nell'istituto effettuando telefonate anonime per inesistenti "pacchi bomba" all'insaputa di tutti; il vicepreside Sperone, rigido e meschino, è convinto di aver ottenuto dal Ministero un importante trasferimento; l'ingenuo professore di italiano Vivaldi è decisamente il più amato dagli alunni, per il suo modo di fare umano, cordiale e comprensivo.

È proprio Vivaldi a ricordare tutto l'anno scolastico in una serie di flashback (riguardanti soprattutto la gita a Verona) che si alternano con le vicende tipiche dell'ultimo giorno di scuola: gli alunni, già svogliati e poco produttivi durante l'anno, rifiutano di farsi interrogare o si sottopongono a interrogazioni di "riparazione" di gruppo dando risposte strampalate. Anche loro non potrebbero essere più diversi: c'è la ragazzina graziosa ma un po' ignorante, quella incinta di un gradasso, l'"alternativa", il "secchione" asociale e il bullo incompreso. Ma soprattutto c'è Cardini, detto "la mosca", un ragazzo dai gravi problemi familiari e comportamentali che comunica solo facendo il verso dell'insetto. Deve essere assolutamente interrogato o per lui sarà bocciatura certa, ma naturalmente è assente e la cosa fa disperare Vivaldi che vorrebbe a tutti i costi farlo promuovere.

Gli scrutini finali iniziano in palestra, per l'inagibilità della biblioteca, presieduti dall'ignorantissimo preside che mira a far promuovere tutti per non avere fastidi. Nel mercanteggio dei voti i docenti iniziano a discutere animatamente dando sfogo a tutti i rancori repressi durante l'anno: Sperone apprende via fax di non aver avuto il trasferimento e ha uno scatto di nervi con un alunno che lo minaccia con un coltello, Cirrotta e Vivaldi litigano, mentre la professoressa Ostia mette fretta a tutti perché si termini. Nel bel mezzo di ciò scoppia l'ennesimo allarme-bomba fasullo di Mortillaro, che però questa volta viene scoperto da Vivaldi. Il caldo e la stanchezza dell'interminabile giornata, però, hanno la meglio e anche Vivaldi e la Majello iniziano a discutere: lui l'accuserà di avere una storia con Sperone e lei, pressata dal marito che fuori dall'istituto le urla che le porterà via la figlia, eromperà in un pianto isterico apparentemente senza motivo per poi ricomporsi in una glaciale indifferenza.

Alla fine, tutta la classe viene promossa eccetto Cardini che viene respinto nonostante l'appassionata difesa di Vivaldi. Ricompare la Serino che non era affatto morta nel crollo ma era andata al matrimonio del nipote, accompagnata da Cardini, dimenticandosi gli scrutini. Rimasto solo nella scuola ormai vuota, Vivaldi finalmente capisce: l'uomo che la Majello amava era proprio lui e lei aveva devotamente compilato l'orario scolastico in modo che i due si potessero incontrare ogni giorno ad ogni cambio dell'ora. Ma ormai è troppo tardi, alunni e professori vanno via mentre una moto passa rombando: è Cardini, che avrà ancora il tempo per fare un'ultima indimenticabile "mosca".

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è tratto dalla pièce tetrale "Sottobanco" di Domenico Starnone, docente di origine napoletana in un istituto tecnico di Roma dall'inizio degli anni Settanta, a sua volta tratta dalle piccole cronache sull'ambiente scolastico che Starnone pubblicava su vari giornali quali Manifesto, Tango, Cuore e Corriere della Sera e dale quali aveva tratto alcuni libri quali "Ex cattedra", "Il Salto con le aste" e "Fuori registro".[1]

Lo spettacolo teatrale fu rappresentato prima del film, con Silvio Orlando nel ruolo principale del professor Cozzolino, poi Vivaldi nel film, e Angela Finocchiaro nel ruolo della professoressa Baccalauro, che nel film è impersonata da Anna Galiena col nome di Majello. Lo spettacolo fu anch'esso fatto con la regia di Lucchetti.[2]

Le riprese avvenero presso l'istituto tecnico Livia Bottardi, nel quartiere La Rustica. Qualche decina di studenti dell'istituto furono scelti come comparse nel film.[3]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Il film ebbe un ottimo successo, avendo oltre un milione di paganti nei cinema italiani. La storia essendo molto simile a quella presente nella vita reale di alcune scuole, ebbe molto successo anche perché umoristica.

A teatro[modifica | modifica wikitesto]

Nell'aprile 2014 La scuola viene riportato a teatro, diretto dallo stesso regista del film, Daniele Luchetti. Viene confermata gran parte del cast, con Silvio Orlando, Antonio Nobile, Antonio Petrocelli e Vittorio Ciorcalo. Protagonista femminile Marina Massironi. Completano il cast Roberto Citran e Maria Laura Rondanini.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Palomar2000, 57
  2. ^ Palomar2000, 59
  3. ^ Palomar2000, 59

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovani Bogani, Cinema - "La scuola" in Palomar duemila, nº 5, Editore Bulgarini, dicembre 1994.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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