L'immortale (film 2010)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
L'immortale
Immortale.png
Una scena del film
Titolo originale L'immortel
Lingua originale Francese
Paese di produzione Francia
Anno 2010
Durata 117 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere azione, drammatico
Regia Richard Berry
Soggetto Franz Oliver Giesbert
Sceneggiatura Richard Berry, Mathieu Delaporte, Alexandre de La Patellière, Eric Sous
Produttore Luc Besson
Produttore esecutivo Didier Hoarau
Casa di produzione EuropaCorp
Distribuzione (Italia) Eagle Pictures
Fotografia Thomas Hardmeier
Montaggio Camille Delamarre
Effetti speciali Olivier Afonso, Kevin Carter, Frédéric Lainé
Musiche Klaus Badelt
Scenografia Philippe Chiffre
Costumi Carine Sarfati
Trucco Frédérique Arguello, Catherine Duplan, Serena Forgeas, Sylvie Greco, Frédéric Lainé, Pascal Larue, Ghislaine Nejjar, Marilyne Scarselli
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

L'immortale (L'immortel) è un film del 2010 diretto da Richard Berry, con Jean Reno, Kad Merad, Jean-Pierre Darroussin e Marina Foïs.

La pellicola si ispira alla storia vera di Jacky Imbert, padrino della mafia marsigliese, inspiegabilmente sopravvissuto ad un attentato in un parcheggio a Cassis, il Vecchio Porto di Marsiglia, nel 1977 e, in particolare, inspiegabilmente sopravvissuto a 22 pallottole.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Charles "Charly" Matteï è un ex esponente della criminalità organizzata marsigliese, ora redento. L'uomo subisce un agguato in un parcheggio, venendo colpito da ventidue colpi di armi da fuoco, ma miracolosamente sopravvive. Uscito dall'ospedale, scopre che dietro l'accaduto c'è il suo ex compare Tony Zacchia, e decide di non cercare vendetta per due ragioni: il dover affrontare quello che era un suo amico fraterno e rompere la promessa fatta alla famiglia di avere smesso con la vita criminale. Zacchia, però, fa uccidere uno dei suoi ex uomini e amico, per intimargli di andarsene da Marsiglia. Matteï deciderà allora di dare inizio ad una sua vendetta personale, dando la caccia ai suoi sicari, per ucciderli uno ad uno. La polizia segue la vicenda attraverso le indagini di una giovane ispettrice di polizia, Marie Goldman, vedova di un poliziotto, ucciso presumibilmente dalla banda Zacchia. Le quotidiane inquietudini di lei derivano da un figlio che trascura a causa del suo lavoro, nonché da una certa inclinazione al bere. Subisce le angherie di un capo che più che di indagini si occupa di politica, preoccupato soprattutto della sua poltrona al punto di avere poco approfondito le indagini sulla morte di suo marito. Matteï continua la sua opera di sistematica eliminazione della banda e Zacchia decide di fronteggiarlo spingendosi ad organizzare l'assassinio di un suo collaboratore per incastrare Matteï, quindi fa rapire il figlio chiedendogli, in cambio della liberazione, di costituirsi. L'ispettrice Goldman capisce il piano di Zacchia e quando Matteï riesce ad incontrarla e le propone di aiutarlo, accetta, con la malcelata speranza di trovare attraverso la vendetta di Matteï, anche la sua. Alla fine, il piano dei due riesce e Matteï riesce a liberare il figlio facendo arrestare Zacchia senza essere costretto a diventare un informatore della polizia.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema