Jean Baptiste Eblé

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Curly Brackets.svg
Generale Jean Baptiste Eblé, ritratto di Jean-Baptiste Paulin Guérin

Jean Baptiste Eblé (Saint-Jean-Rohrbach, 21 dicembre 1758Königsberg, 31 dicembre 1812) è stato un generale e ingegnere francese nel corso delle guerre napoleoniche.

A lui è dato il merito del salvataggio della Grande Armata napoleonica dalla completa distruzione nel 1812.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Eblé nacque a Saint-Jean-Rohrbach, in Mosella.

Come il padre iniziò da artigliere quando si arruolò nel 1793. Fu nominato ufficiale due anni dopo. Grazie ad una rapida carriera servì in Germania settentrionale, e comandò una brigata di artiglieri nella battaglia di Austerlitz del 1805, prima di diventare governatore del Magdeburgo nel 1806 e ministro della guerra per la Vestfalia nel 1808.

L'anno seguente fu assegnato alla Spagna servendo nell'esercito del maresciallo Massena, con cui comandò l'artiglieria francese a Ciudad Rodrigo e Almeida.

Nel 1811 Eblé fu messo al comando dei costruttori olandesi dei ponti di barche (pontonniers) per conto della Grande Armata che Napoleone assemblò nel tentativo di portare a termine la campagna di Russia. Eblé scoprì di aver ereditato un gruppo di disperati, ma in meno di un anno li trasformò in un gruppo addestrato e capace che si sarebbe dimostrato indispensabile. Oltre all'addestramento, Eblé favorì anche lo sviluppo di attrezzi ed equipaggiamento per i suoi uomini. Tra le principali innovazioni vi furono le fucine su vagoni mobili, che potevano produrre velocemente oggetti di metallo.

Durante la disastrosa ritirata da Mosca nel 1812, Napoleon ordinò ad Eblé di distruggere le fucine mobili, in modo da non farli cadere in mano nemica. Eblé fece notare al proprio imperatore che, senza queste fucine, i suoi uomini non sarebbero più stati in grado di svolgere il proprio lavoro, ed il danno per la Grande Armata si sarebbe concretizzato nel restare bloccati tra un fiume invalicabile e gli inseguitori. Napoleone insistette nel farli distruggere, ma Eblé non rispettò gli ordini mantenendo pressoché intatto il proprio armamento.

Quando l'esercito giunse di fronte al fiume Beresina si trovò intrappolato, con i russi che stavano arrivando di corsa e nessun modo per attraversare. Gli uomini di Eblé lavorarono febbrilmente nell'acqua ghiacciata per completare il ponte in tempo, permettendo all'esercito di fuggire. Con la strada sulla Beresina aperta, in molti attraversarono e si salvarono. Ma questa campagna fu un duro colpo per la salute di Eblé e dei suoi uomini. Morì a Königsberg poco dopo il ritorno dalla Russia.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Grand officier dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Grand officier dell'Ordine della Legion d'Onore
«promozione del 25 pratile dell'anno XII»

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 69679144

guerre napoleoniche Portale Guerre napoleoniche: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di guerre napoleoniche