Iris (mitologia)
Iris o Iride è una dea dell'Olimpo, messaggera degli dei e personificazione dell'arcobaleno. A differenza di Ermes, la "veloce" Iris non appartiene al culto ellenico, ma solo al mito. Anche nel mito non ha attributi, caratteristiche particolari o prerogative proprie.
Svolge il suo compito di messaggera grazie a grandi ali d'oro con le quali corre rapida a portare gli ordini di Zeus. È citata nell'Iliade, in cui si legge: Zeus padre dall'Ida... incitò... Iris dall'ali d'oro a portare in fretta un messaggio.[1]
Iris non è un'Oceanina: per padre ha un figlio del dio marino Ponto (il mare), per madre ha un'oceanina, ha le terribili arpie per sorelle, anch'esse alate: E Taumante sposò di Oceano dai gorghi profondi la figlia Elettra. Ed Iris veloce diè questa alla luce, con Occhipete e Procella, le Arpie dalle fulgide chiome, che a pari erano a volo coi soffi del vento e gli uccelli, sopra le veloci penne[2]
È vestita di "iridiscenti" gocce di rugiada ed è proprio per la sua luminosità di colore variabile che la membrana dell'occhio si chiama "iride".
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[modifica] Compito
Il suo compito era quello di far morire le persone, recandosi da loro e recidendo il capello della vita che ognuno di noi ha. Era anche la messaggera degli dei.
[modifica] Bibliografia
Fonti utilizzate nella voce:
Bibliografia di approfondimento:
- Hans Biedermann, Enciclopedia dei Simboli, Milano, Garzanti, 2004.
- Luisa Biondetti, Dizionario di Mitologia classica - Dei, eroi, feste, Milano, Baldini&Castoldi, 1997.
- Gerhard J. Bellinger, Enciclopedia delle Religioni, Milano, Garzanti, 2004.
- Michael Stapleton, Elizabeth Servan-Schreiber, Il grande libro della mitologia greca e romana, Milano, Arnoldo Mondadori, 1979.
[modifica] Note
- ^ (Omero, Iliade, VIII, vv.397 e segg.)
- ^ (Esiodo, Teogonia, vv.265 e seg.)
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