In fuga per la libertà

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In fuga per la libertà
Titolo originale An American Rhapsody
Paese di produzione USA, Ungheria
Anno 2001
Durata 106 min
Colore colore e B/N
Audio sonoro
Rapporto 1,85:1
Genere drammatico
Regia Éva Gárdos
Sceneggiatura Éva Gárdos
Produttore Colleen Camp, Bonnie Timmermann
Produttore esecutivo Jay Firestone, Adam Haight, Eric Sandys, Tony Thatcher, Andrew G. Vajna
Casa di produzione Fireworks Pictures, Seven Arts Pictures
Distribuzione (Italia) Eagle Pictures
Fotografia Elemér Ragályi
Montaggio Margaret Goodspeed
Musiche Cliff Eidelman
Scenografia Alex Tavoularis
Costumi Beatrix Aruna Pasztor, Vanessa Vogel
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

In fuga per la libertà (An American Rhapsody) è un film drammatico del 2001 diretto da Éva Gárdos.

Trama[modifica | modifica sorgente]

1950, Repubblica Popolare d'Ungheria. Margit e Peter Sandor, in fuga dal regime comunista, attraversano la frontiera con l'Austria portando con loro la figlia Maria di 5 anni e lasciando con la nonna l'altra figlia Suzanne (Zsuzsi in ungherese) ancora troppo piccola. All'ultimo momento la nonna, non fidandosi del piano per ricongiungere la bambina con i genitori al di là del confine, cambia idea e, prima di essere arrestata e imprigionata, la affida a degli amici che vivono in campagna. La famiglia Sandor riesce ad avere i visti per gli Stati Uniti, dove si trasferisce stabilendosi a Los Angeles.

Suzanne vive felice per sei anni insieme ai suoi genitori adottivi fino a quando Margit riesce a farla venire in America. La bambina fatica ad ambientarsi nel nuovo Paese e sente la nostalgia di casa sua e delle persone che l'hanno cresciuta con amore e dedizione. L'inquietudine di Suzanne, ormai adolescente, cresce, litiga spesso con la madre troppo protettiva nei suoi confronti. Un giorno chiede ai genitori di poter andare in Ungheria.

Una volta giunta a Budapest Suzanne riabbraccia la coppia che si è presa cura di lei durante la sua infanzia. Ritrova anche la nonna materna, uscita dalla prigionia, la quale le racconta la storia della sua famiglia e di come Margit abbia visto uccidere davanti ai suoi occhi il padre, ovvero suo nonno. Suzanne riscopre le sue radici e capisce i motivi per i quali i suoi genitori hanno deciso di lasciare il loro Paese natio. Al suo ritorno in America sembra essere più in pace con se stessa, con la madre ed il resto della famiglia.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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