Il tempo dei lupi

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Il tempo dei lupi
Il tempo dei lupi.png
Una scena del film.
Titolo originale Le temps du loup
Paese di produzione Francia, Austria, Germania
Anno 2003
Durata 113 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Michael Haneke
Soggetto Michael Haneke
Sceneggiatura Michael Haneke
Fotografia Jürgen Jürges
Montaggio Nadine Muse e Monika Willi
Scenografia Christoph Kanter e James David Goldmark
Interpreti e personaggi

Il tempo dei lupi (Le temps du loup) è un film del 2003 diretto da Michael Haneke, presentato fuori concorso al 56º Festival di Cannes.[1]

Trama[modifica | modifica sorgente]

La classica famiglia (padre, madre, figlio e figlia) si reca nella propria casa di campagna, ma la trova già occupata da alcuni sconosciuti. Il capofamiglia viene freddato a fucilate, la moglie e i suoi due figli molto giovani, scacciati. Per i superstiti inizia un'odissea angosciante: anche i dintorni sono inospitali, la gente del paese è asserragliata nelle case, nessuno dà ospitalità alla donna. Diventa difficile procurarsi da mangiare e trovare un riparo. Inoltre il bambino soffre di momenti quasi catatonici, ancora sconvolto dalla morte violenta del padre. Più avanti si uniscono ad un gruppo di profughi rifugiati in una stazione ferroviaria, in perenne attesa che arrivi un treno su cui cercare di salire per cercare salvezza altrove. Cosa sia successo intorno a loro, non è dato sapere. Una catastrofe indefinita ha reso gli uomini simili ai lupi. L'ambiente è costantemente nebbioso, i mezzi di sostentamento scarseggiano, tutto diventa strumento di baratto. In mezzo a comportamenti violenti e criminali, o semplicemente a manifestazioni di isteria e di egoismo, si distinguono anche comportamenti di generosità ed altruismo. Proprio in relazione a queste condotte (nelle scene finali, un uomo interviene salvando la vita al figlio della protagonista, che sta per gettarsi nel fuoco e facilitare la sopravvivenza alla madre e la sorella) si apre uno spiraglio di salvezza, coerente con le immagini finali, che mostrano una campagna deserta ripresa dai finestrini di un treno.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Official Selection 2003, festival-cannes.fr. URL consultato l'8 luglio 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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