Il giudice e il suo boia

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Il giudice e il suo boia
Titolo originale Der Richter und sein Henker
Autore Friedrich Dürrenmatt
1ª ed. originale 1952
Genere Romanzo
Sottogenere Giallo
Lingua originale tedesco

Il giudice e il suo boia (titolo originale: Der Richter und sein Henker) è il primo romanzo poliziesco dello scrittore svizzero Friedrich Dürrenmatt, scritto nel 1952.

Il romanzo, che può essere annoverato nel genere del giallo emblematico, introduce il termine Zufall, il Caso, che diventerà la parola chiave, come scrive nel suo saggio Giuseppe Petronio[1], "della sua concezione del mondo e del narrare... e che diventa, naturalmente, la sua poetica", quella che lo scrittore delinea chiaramente nel suo saggio "La promessa"[2].

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il protagonista della vicenda è il commissario Bärlach, ormai prossimo al pensionamento per seri motivi di salute; con il suo assistente Tschanz deve risolvere un caso di omicidio che ha coinvolto un tenente della polizia di Berna. Già dall'inizio del romanzo, Bärlach sa che Tschanz, guidato dalla sua gelosia per il tenente, è il vero assassino.

Nel corso dell'opera Bärlach incontra Gastmann, il quale è un suo vecchio amico/nemico, e che è sospettato da Tschanz di essere il vero omicida. Bärlach infine dice a Tschanz di sapere chi è il colpevole, e questi ammette di aver cercato di incolpare Gastmann prima di suicidarsi.

Il rapporto tra Bärlach e Gastmann li porta indietro di quarant'anni. Gastmann ricorda al commissario: "Volevo provare che fosse possibile commettere un crimine impossibile da risolvere". E Gastmann aveva ragione. Uno dei temi centrali del libro è la domanda, se è giusto o meno incolpare qualcuno per un crimine che non ha commesso, quando in realtà ne ha commesso uno che non è stato mai risolto. Bärlach risponde di sì, aggiungendo "Non sono mai riuscito a dimostrare che hai commesso tu il primo crimine, allora ti dichiaro colpevole di quest'altro".

Si può pensare anche alla domanda, quando l'uomo si determina, quando influenza gli altri (come giudice) e quando è strumento degli altri (come boia)? Tschanz dice a Bärlach alla fine della storia "Allora lei era il giudice ed io il boia". Subito dopo si uccide.

Si tratta di una delle opere che meglio esprime il pensiero di Durrenmatt, che intende dimostrare l'impossibilità per la giustizia istituzionale di arrivare alla verità, sempre convinto della netta divaricazione fra verità e giustizia umana e verità e giustizia poliziesca, o giudiziaria.

Adattamenti[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Il film del 1975 Assassinio sul ponte scritto e diretto da Maximilian Schell è un adattamento molto vicino all'originale [3]. Tra gli interpreti figurano Jon Voight nel ruolo di Tschanz, il regista Martin Ritt nel ruolo di Bärlach e Robert Shaw nel ruolo di Gastmann. Altri ruoli furono assunti da Helmut Qualtinger e Friedrich Dürrenmatt, che fece solo un cameo nel ruolo di Friedrich.

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Dal romanzo in Italia fu tratto nel 1972 uno sceneggiato televisivo diretto da Daniele D'Anza, con Paolo Stoppa (Barlach), Ugo Pagliai (Tschanz), Franco Volpi (Lutz), Glauco Mauri (Gastmann)[4].

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giuseppe Petronio, Il punto su: Il romanzo poliziesco, Collana: Universale Laterza, 667, Bari, Laterza, 1985, pag. 59, ISBN 88-420-2562-3.
  2. ^ Friedrich Dürrenmatt, La promessa: un requiem per il romanzo giallo, Collana: Nuovi coralli; tit. orig.: Das Versprechen; trad. di Silvano Daniele, Torino, Einaudi, 1975, pagg. 9-11, ISBN 88-06-43315-6.
  3. ^ "Assassinio sul ponte" su IMDb
  4. ^ /multiteca/foto/ricorderai/5014.ram Teche Rai: "Il giudice e il suo boia (1972)"

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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