HMS Sheffield (D80)

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HMS Sheffield
Descrizione generale
Naval Ensign of the United Kingdom.svg
Tipo Cacciatorpediniere
Classe Type 42
Proprietà Naval Ensign of the United Kingdom.svg Royal Navy
Identificazione D80
Costruttori Vickers Shipbuilding and Engineering Ltd
Cantiere Barrow-in-Furness
Impostata 15 gennaio 1970
Varata 10 giugno 1971
Entrata in servizio 16 febbraio 1975
Destino finale Affondata da un missile Exocet durante la guerra delle Falkland
Caratteristiche generali
Dislocamento 4.280
Lunghezza 125 m
Larghezza 14,3 m
Pescaggio 5,8 m
Propulsione 2 turbine COGOG da 48.000 Shp (36 MW)
due eliche
Velocità 30 nodi  (56 km/h)
Autonomia 4.000 mn a 18 nodi (7.400 km a 33 km/h)
Equipaggio 287
Equipaggiamento
Sensori di bordo
  • 1 radar di scoperta aerea Type 965R
  • 1 radar designazione bersagli Type 992Q
  • 2 radar guidamissili Sea Dart Type 909
  • 1 radar di navigazione e controllo elicotteri Type 1006
  • 1 sonar a scafo a media frequenza Type 184M, 1 sonar classificazione bersagli Type 162M
  • 1 telefono subacqueo Type 185
  • 2 sistemi satellitari SCOTT
  • 1 sistema elaborazione dati ADAWS 2
Sistemi difensivi
  • 1 ESM Abbey Hill
  • 2 lanciatori Corvus
  • 1 sistema inganno siluri Type 182.
Armamento
Armamento alla costruzione:
  • 1 lanciatore binato GWS-30 Sea Dart
  • 1 cannone Vickers Mk 8 4.5 da 4,5 pollici(114 mm)
  • 2 cannoni da 20 mm Oerlikon
  • 2 lanciasiluri STWS da 324mm.
Mezzi aerei Lynx HAS1
Note
Motto Deo Adjuvante Labor Proficit

[senza fonte]

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La HMS Sheffield (D80) è stata[1] il primo cacciatorpediniere lanciamissili della classe Type 42. La costruzione venne iniziata dalla Vickers Shipbuilding and Engineering nei cantieri di Barrow-in-Furness e venne completata dalla Swan Hunter nella regione di Tyne and Wear. La HMS Sheffield venne varata il 15 gennaio 1970 ed entrò in servizio nel 1975, iniziando a sperimentare gli allora nuovissimi sistemi di bordo nelle varie condizioni meteo di impiego operativo. Durante la sua vita operativa prese parte alla Guerra delle Falkland dove venne affondata il 4 maggio 1982 da un missile Exocet lanciato da un aereo Dassault Super Étendard dell'Aviación Naval argentina.

Costruzione[modifica | modifica wikitesto]

La rampa lanciamissili del sistema Sea Dart sulla HMS Cardiff, unità gemella

La Classe Type 42 (conosciuta appunto anche come classe Sheffield dal nome dell'unità capoclasse), è stata costruita in tre lotti[2]; il costo di queste navi fu di oltre 30 milioni di sterline, il doppio di quello che era stato preventivato inizialmente[3]. La chiglia venne impostata il 6 novembre 1972 nei cantieri navali Vickers a Cumbria.

I cacciatorpediniere della classe Type 42 furono progettati come navi antiaeree e il loro armamento principale era rappresentato dal Sea Dart, un sistema missilistico mare-aria in grado di colpire bersagli distanti fino a 30 miglia nautiche, pari a 56 km[4]. La nave era armata anche con un cannone navale Mark 8 da 114mm in grado di sparare proiettili da 21 kg a una distanza di 22 km[5].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni di servizio[modifica | modifica wikitesto]

La nave venne affidata per il completamento e le prove in mare al capitano di vascello Sandy Woodward, che vista la mole di problemi presentata dalla nave declinò l'invito a partecipare alla Rivista Navale per il Giubileo di Elisabetta II nel 1975 a Portsmouth. I problemi vennero risolti solo il giorno prima della rivista, ma comunque molti difetti vennero alla luce durante le esperienze operative in servizio di squadra nell'Atlantico.

La guerra delle Falkland[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerra delle Falkland.

Il 2 aprile 1982, il territorio britannico d'oltremare delle Isole Falkland, venne invaso dalla vicina Argentina. Il regno Unito, distante 13.000 km, raggruppò e inviò un corpo di spedizione aeronavale che comprendeva portaerei, sottomarini e circa 7.000 soldati per riconquistare l'arcipelago. Il conflitto terminò a giugno con la sconfitta delle forze argentine.[6]

I molteplici impegni della Royal Navy prevedevano anche il dispiegamento di una forza navale nel Golfo Persico sotto la missione Armilla Patrol. Anche la HMS Sheffield aveva preso parte in questa missione, e durante una esercitazione della First Destroyer Flottilla, comandata dall'ammiraglio Woodward, a Gibilterra ricevette l'ordine di unirsi al gruppo navale diretto verso le Falklands.[7][8][9]


Il ruolo primario della Sheffield, insieme alle altre unità Type 42, fu quello di picchetto radar[10] in modo da proteggere le navi britanniche dagli attacchi argentini, rimanendo però in posizione molto esposta agli attacchi aerei.

Destino finale[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 maggio 1982, due giorni dopo l'affondamento dell'incrociatore Belgrano, l'aviazione di marina argentina affondò a sua volta il cacciatorpediniere HMS Sheffield. Due Super Étendard al comando del capitano di fregata Augusto Bedacarratz e del tenente di vascello Armando Mayora e armati ognuno di un missile Exocet AM39 (dei soli cinque in possesso degli argentini), decollati dalla base di Rio Grande, dopo un rilevamento da parte di un Lockheed P2V Neptune argentino, attaccarono lo Sheffield che era posto come picchetto radar in posizione avanzata insieme con la gemella Glasgow e l'altra Type 42 presente, l'HMS Coventry. La Glasgow intercettò dapprima i radar di scoperta degli Etendard a 40-50 miglia di distanza e dopo alcuni minuti i missili lanciati dagli aerei dopo una manovra di pop-up (innalzamento improvviso di quota dopo un volo radente), notificando l'allarme all'Invincible, che era la nave dove risiedeva la centrale operativa per la lotta antiaerea (AAWC - AntiAir Warfare Commander), ma questo venne considerato un falso allarme dovuto ad eco. Provvide anche ad inviare via data-link[11] le immagini radar rilevate alla Sheffield ma per qualche motivo non vennero ricevute.

Dei due missili, uno attaccò e mancò l'HMS Yarmouth (fregata Type 12) che aveva lanciato dei chaff, ma l'altro colpì lo Sheffield che bruciò per sei giorni dopo essere stato abbandonato dall'equipaggio, che contò 20 morti e 24 feriti. La mancata rilevazione degli aerei attaccanti venne attribuita in parte al fatto che la Sheffield stesse usando in quel momento l'apparecchiatura di comunicazione satellitare (SCOT), che interferiva con le proprie ESM[12].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nella Royal Navy le navi militari hanno sempre genere femminile.
  2. ^ Type 42 Sheffield class, MiltaryToday. URL consultato il 26 aprile 2008.
  3. ^ Richard James Aldrich, Intelligence, Defence, and Diplomacy: British Policy in the Post-War World, Taylor & Francis, 1994, p. 119, ISBN 0-7146-4140-5. URL consultato il 10 marzo 2008.
  4. ^ Sea Dart, Royal Navy. URL consultato il 5 maggio 2008.
  5. ^ 114 mm (4.5 inch) Gun, Royal Navy. URL consultato il 10 febbraio 2008.
  6. ^ One Hundred Days - John Sandy Woodward - Blue Jacket Books
  7. ^ One Hundred Days, woodward
  8. ^ Navy News - The Falklands Conflict - 12 May 1982 - Glasgow's Day of Victory, Navy News, luglio 1982. URL consultato il 5 aprile 2008.
  9. ^ Black Buck, Victor, Vulcan, Engadine, Fort Grange in British Task Force Movements, Naval History Net. URL consultato il 5 maggio 2008.
  10. ^ Per picchetto radar si intende una unità navale dislocata in posizione avanzata rispetto ad un gruppo navale, con la funzione di rilevare con congruo anticipo eventuali attacchi aerei o navali avversari; questa funzione viene svolta anche da aerei o elicotteri attrezzati con sistemi radar sofisticati e definiti Airborne Early Warning
  11. ^ Il data link è un collegamento dati usato in vari contesti; nel campo militare è stato oggetto di una standardizzazione tra i paesi della NATO che permette a mezzi di paesi diversi di interoperare scambiando informazioni
  12. ^ Woodward, Sandy, One Hundred Days: Memoirs of the Falklands Battle Group Commander, HarperCollins, 1992, ISBN 0-00-215723-3.pagg. 173 e successive

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • John Sandy Woodward, One Hundred Days - The Memoirs of the Falkland Battle Group Commander, London, Blue Jacket Books, 1992-1997, ISBN 1-55750-652-3.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]