ARA Santísima Trinidad (D-2)
| ARA Santísima Trinidad | |
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Il cacciatorpediniere ARA Santísima Trinidad
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| Descrizione generale | |
| Tipo | cacciatorpediniere |
| Classe | Type 42 |
| Proprietario/a | |
| Impostata | 11 ottobre 1973 |
| Varata | 9 novembre 1974 |
| Entrata in servizio | 1978 |
| Identificazione | D-1 |
| Caratteristiche generali | |
| Dislocamento | 3.850 |
| Lunghezza | 125,6m m |
| Larghezza | 14.3 m |
| Pescaggio | 5.8 m |
| Propulsione | configurazione COGOG (COmbined Gas Or Gas), con 2 turbine a gas Rolls-Royce Olympus TM3B,totale 56.000CV e 2 Tyne da 8500HP complessivi |
| Velocità | 30 nodi |
| Equipaggio | 301 |
| Sensori di bordo |
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| Sistemi difensivi |
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| Armamento | |
| Armamento | alla costruzione:
aggiunti dopo l'ammodernamento;
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Il Santísima Trinidad è stato un cacciatorpediniere della classe Type 42 inglese, realizzato in Argentina su licenza per la Marina argentina. Durante la sua costruzione la nave fu affondata sullo scalo da una carica esplosiva da 80kg, che esplodendo a 1 metro di distanza aprì una falla di 6x3 metri. Gli autori furono i guerriglieri Montoneros, ed in particolare Máximo Alfredo Nicoletti, ex incursore della marina argentina e membro dei servizi informativi, che fu anche il protagonista di un altro attentato, fallito, l'operazione Algeciras, durante la Guerra delle Falkland.
[modifica] Origini
Le Type 42 argentine, le prime navi sudamericane con capacità di difesa aerea a lungo raggio, avevano alcuni miglioramenti rispetto all'originale britannico, come 2 lanciatori per missili Exocet e 4 mitragliatrici da 12,7 mm oltre all'armamento standard.
La Santísima Trinitad, per quanto nominalmente riparata, ebbe la carriera compromessa dai danni subiti e non è più operativa dal 1989; dopo la radiazione la nave è stata usata come serbatoio di pezzi di ricambio per mantenere operativo il suo gemello, l'Hercules.
[modifica] Impiego operativo
Le due navi furono impiegate durante la parte iniziale della Guerra delle Falkland, come scorta alla portaerei Veinticinco de Mayo, sia nelle fasi iniziali della guerra (l'attacco a Port Stanley) che in quello che avrebbe dovuto essere un attacco a tenaglia contro la flotta inglese, con a nord la portaerei e a sud l'incrociatore General Belgrano e la sua scorta; dopo l'affondamento del General Belgrano, non essendo riuscita la portaerei a lanciare i suoi aerei d'attacco per mancanza di vento, le unità rientrarono alla base, e visto il pericolo costituito dai sottomarini nucleari inglesi furono tenute lontano dalle acque profonde; esse risultarono poi comunque importanti perché, pur non essendo impiegati direttamente, aiutarono molto a studiare le tattiche aeree per evitare i radar dei cacciatorpediniere similari inglesi.
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