Guido Adler

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Guido Adler

Guido Adler (Ivančice, 1º novembre 1855Vienna, 15 febbraio 1941) è stato un musicologo e docente austriaco, ed è considerato il padre della musicologia moderna[1].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Adler nacque a Eibenschütz, in Moravia. Il padre, Joachim, che svolgeva la professione di medico, morì quando Guido aveva solo due anni, e allora la madre decise di spostarsi a Iglau[2]. Successivamente, nel 1864 la famiglia si trasferì a Vienna, e nel 1868 Adler iniziò a studiare teoria e composizione al Conservatorio della capitale austriaca sotto la guida del musicologo Eduard Hanslick e del musicista e compositore Anton Bruckner, affiancando all’impegno musicale l’interesse per il diritto e poi la frequenza della facoltà di giurisprudenza all’Università di Vienna, dove conseguì la laurea nel 1878. In questo periodo, presso l’Università fece delle conferenze su Richard Wagner fondando con Felix Mottl l’Accademia wagneriana[1]. Nel 1880 ottenne il dottorato di ricerca, con una tesi sulla musica occidentale fino al XVII secolo[2] e due anni dopo conseguì l’abilitazione presso l’università viennese completando i propri studi musicali sull’armonia[3].

Agli inizi degli anni ottanta, oltre alla sua tesi per il dottorato pubblicata su una rivista specializzata, Allgemeine Musikzeitung, scrisse Eine Studie zur Geschichte der Harmonie, un saggio sulla storia dell’armonia, anch’esso pubblicato, e nel 1884 fondò assieme a Philipp Spitta Vierteljahresschrift für Musikwissenschaft, una rivista specializzata di musicologia[2]. Fu poi chiamato dall’Università di Praga che nel 1885 lo nominò professore di storia della musica[1].

Nel 1888, Adler si rivolse al governo dell’Austria suggerendo la redazione e la pubblicazione della grande musica austriaca. Incaricato del progetto Denkmäler der Tonkunst für Österreich, Adler fu il curatore per più di quarant’anni, dal 1894 al 1938, di 83 volumi della collana musicale[1]. Nel biennio 1892-3 selezionò opere musicali dei sovrani Ferdinando III, Leopoldo I e Giuseppe I[2]. Nel 1892 curò l’organizzazione della sezione musicale al Festival internazionale di musica e teatro, e nel 1898 – dopo essere subentrato a Hanslick[4] – divenne professore di musicologia all’Università di Vienna, dove si occupò di organizzare un dipartimento universitario rivolto alla ricerca musicologica, istituzione che attirò l’attenzione di studenti di tutta Europa. Oltre alla passione per la musicologia, Adler si interessò di musica contemporanea e dodecafonica, in particolare dei lavori di Arnold Schönberg, e coltivò l’amicizia di Gustav Mahler, del quale scrisse un libro nel 1916[1]. Nel 1927 provvide all’organizzazione delle celebrazioni per il centenario della morte di Beethoven, e nel 1935 compose la propria autobiografia, Wollen und Wirken[3].

Adler morì a Vienna il 15 febbraio 1941[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f (EN) Guido Adler, Encyclopædia Britannica. URL consultato il 7 settembre 2013.
  2. ^ a b c d (EN) M.B., Adler, Guido, JewishEncyclopedia. URL consultato il 7 settembre 2013.
  3. ^ a b (DE) Guido Adler - Eine Kurzbiographie, musicalconfrontations.com. URL consultato il 7 settembre 2013.
  4. ^ Delfino Nava (a cura di), Dizionario Musicale Larousse, Vol. I, Edizioni Paoline, Milano, 1961, pag. 13.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Delfino Nava (a cura di), Dizionario Musicale Larousse, Vol. I, Edizioni Paoline, Milano, 1961


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