Giuseppe Maria Tomasi

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San Giuseppe Maria Tomasi
Giuseppe maria tomasi.jpg
Nascita 12 settembre 1649 a Licata
Morte 1º gennaio 1713 a Roma
Venerato da Chiesa cattolica
Beatificazione 29 settembre 1803 da papa Pio VIII
Canonizzazione 12 ottobre 1986 da papa Giovanni Paolo II
Ricorrenza 1 gennaio
Giuseppe Maria Tomasi
cardinale di Santa Romana Chiesa
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Nato 12 settembre 1649 a Licata
Creato cardinale 18 maggio 1712 da papa Clemente XI
Deceduto 1º gennaio 1713 a Roma

Giuseppe Maria Tomasi (Licata, 12 settembre 1649Roma, 1º gennaio 1713) è stato un cardinale italiano. Beatificato nel 1803, è stato proclamato santo da papa Giovanni Paolo II nel 1986.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Fu il primogenito maschio di don Giulio Tomasi, duca di Palma e principe di Lampedusa, e di Rosalia Traina, baronessa di Falconeri e della Torretta.

Da bambino studiò la lingua spagnola, ma ricevette anche un'educazione cristiana. Ma lui sentì che il suo destino era diventare sacerdote e, nel 1664, i genitori gli permisero di entrare a far parte dei padri Teatini. Il 25 marzo 1666 rinunciò alla primogenitura e cedette i suoi diritti patrimoniali e feudali al fratello minore, don Ferdinando.[1]

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Studiò presso don Francesco Maria Maggio argomenti sacri e lingue orientali. I suoi studi furono condotti a Messina, Ferrara, Modena e Roma; dopo gli studi diventò diacono, nel 1671. L'anno dopo era tornato nel feudo di Palma di Montechiaro, a causa della morte del fratello; nello stesso anno andò a Palermo per terminare i suoi studi inerenti alla teologia e nell'anno successivo diventò sacerdote nella Casa Generalizia dell'Ordine a S. Silvestro di Monte Cavallo, a Roma. Non ricoprì nessuna carica nell'Ordine, perché da lui rifiutate: preferì piuttosto dedicarsi agli atti di pietà, agli studi liturgici e i testi sacri. Imparò l'ebraico dal dotto Mosè da Cavè. In seguito venne ammesso al circolo degli eruditi e alla biblioteca della regina Cristina di Svezia.[1]

Opere[modifica | modifica sorgente]

Nel corso della sua vita pubblicò diverse opere riguardanti la liturgia e la scienza sacra, senza però trascurare i suoi doveri religiosi; tra queste opere merita di essere ricordata la pubblicazione del Sacramentario gelasiano (Liber sacramentorum romanae Aecclesiae ordinis anni circuli) avvenuta nel 1680. Nel 1690 pubblicò "Le Costituzioni", riguardanti le monache benedettine del monastero della Vergine Maria del Rosario di Palma. Nel 1747 tutti i suoi scritti vennero conglobati in undici volumi e pubblicati [2].

Nomina a cardinale[modifica | modifica sorgente]

Il 18 maggio 1712 venne nominato cardinale da papa Clemente XI. Non poté però ricoprire a lungo questa carica, perché morì il 1º gennaio 1713 per malattia. La sua sepoltura avvenne nella Chiesa di San Martino ai Monti del suo titolo cardinalizio; nel 1971 il suo corpo fu traslato nella basilica dei teatini di Sant'Andrea della Valle, sotto un altare laterale.[3]

Beatificazione e canonizzazione[modifica | modifica sorgente]

Venne beatificato da papa Pio VIII il 29 settembre 1803 e canonizzato da papa Giovanni Paolo II il 12 ottobre 1986.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Santi, beati e testimoni: san Giuseppe Maria Tomasi
  2. ^ "Venerabilis viri Josephi Maria Thomasii S. R. E. Cardinali S., Opera omnia" . Stampatori f.lli Pagliarini, 1747
  3. ^ (EN) The Cardinals of The Holy Roman Church

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Cardinale Presbitero dei Santi Silvestro e Martino ai Monti Successore CardinalCoA PioM.svg
Marcello d'Aste 1712-1713 Niccolò Caracciolo

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