Gioacchino Conti

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Gioacchino Conti "Gizziello"

Gioacchino Conti, detto il Gizziello (Arpino, 28 febbraio 1714Roma, 25 ottobre 1761), è stato un famoso cantante lirico castrato italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver studiato a Napoli con Domenico Gizzi (o Egizzio), dal quale derivò anche il soprannome di "Gizziello" con il quale è passato alla storia, esordì giovanissimo a Roma nell'Artaserse di Leonardo Vinci. Secondo Carlo Schmidl, seguito pedissequamente dalla pubblicistica successiva,[1] l'esordio del Gizziello sarebbe avvenuto a neanche sedici anni, nel 1730, nella prima assoluta dell'opera di Vinci. In effetti il nome del cantante non figura nell'elenco degli interpreti riportato dal libretto originale[2] e il suo debutto deve essere probabilmente posticipato intorno al 1733 in una delle diverse fortunate riprese dell'opera, al Teatro di Tordinona.[3] Un colorito aneddoto narra come un altro grande castrato allora già sulla breccia, il Caffarelli, evidentemente consapevole delle possibilità di Conti, si precipitasse da Napoli a cavallo per ascoltare il suo debutto e come, preso dall'entusiasmo, gli gridasse: "Bravo, bravissimo Gizziello, è Caffariello che te lo dice!"[4]

I grandi successi della sua carriera lo portarono ad attraverso tutta l'Europa e soprattutto a Londra, su scrittura da parte di Händel, con il quale sviluppò un proficuo rapporto di collaborazione e del quale interpretò molte opere prime come l'Atalanta, il Giustino, la Berenice e l'Arminio, e anche una ripresa dell'Ariodante.

Eseguì successivamente molte prime interpretazioni per i più famosi musicisti dell'epoca, tra cui Niccolò Jommelli (Manlio, 1746), Baldassare Galuppi (Artaserse, 1751) e Johann Adolf Hasse (Demetrio, 1747).

Dopo il 1759 il Conti si ritirò dalle scene e si trasferì a Roma per gli ultimi due anni della sua vita.

Sopranista molto acuto per l'epoca (Händel gli fa toccare ripetutamente il do5), non fu particolarmente favorevole all'abuso della coloratura e preferì valorizzare l'espressione e l'interpretazione scorrevole e piana, restando noto come cantante sentimentale e soave, ma conservando anche, ovviamente, una condizione di assoluta eccellenza sul piano del virtuosismo, seppur non acrobatico come quello, ad esempio, del contemporaneo e amico Farinelli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dizionario Universale dei Musicisti, Milano, Sonzogno, 1937, ad nomen, nonché ad esempio Dean e Caruselli (opere citate).
  2. ^ Kurt Sven Markstrom, The Operas of Leonardo Vinci, Napoletano, Hillsdale NY, Pendragon Press, 2007, p. 304, ISBN 978-1-57647-094-7.
  3. ^ Almachilde Pellegrini, Spettacoli Lucchesi nei secoli XVII-XIX, in Memorie e Documenti per servire alla storia di Lucca, Tomo XIV, Parte I, Lucca, Giusti, 1914, p. 478 (accessibile gratuitamente on-line in Internet Archive). Pellegrini per la verità indica come data il "finire del 1732", ma il nuovo Teatro Tordinona fu inaugurato solo il 2 gennaio 1733. Per quanto riguarda la storia del successo a Roma dell'Artaserse, si veda anche Calvin Wells, Vinci's L'Artaserse (Musikwerkstatt) , «Opera Britannia», 19 febbraio 2010.
  4. ^ Almachilde Pellegrini, op. cit. supra. Lo spostamento di data dal 1730 al 1733 rende meno efficace la contestazione di non plausibilità dell'aneddoto fatta da Markstrom nella sua opera su Vinci, pure citata sopra.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rodolfo Celletti, Storia del belcanto, Discanto Edizioni, Fiesole, 1983, pp. 105-106, 125.
  • Salvatore Caruselli (a cura di), Grande enciclopedia della musica lirica, Longanesi &C. Periodici S.p.A., Roma, ad nomen.
  • Veronica Fucci Gioacchino Conti detto Gizziello musico del secolo XVIII, Bologna 2006, Tesi di Laurea
  • (EN) Winton Dean, Conti, Gioacchino ['Egizziello', 'Gizziello'], in Stanely Sadie (a cura di), The New Grove Dictionary of Opera, Grove (Oxford University Press), New York, 1997, I, pp. 927-928, ISBN 978-0-19-522186-2
  • Saverio Tomasella, Le chant des songes, Persée, Aix-en-Provence, 2010.


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