Baritenore

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Baritenore (o tenore baritonale o, in Francia, taille) è la tipologia di tenore comunemente impiegata nell'opera barocca del XVII e XVIII secolo.

Si tratta di una tipologia tenorile dalla tessitura molto bassa, che spesso può confondersi con quella del baritono moderno. In quanto timbro vocale molto diffuso e quindi ritenuto "volgare", essa non riscuoteva, al pari del mezzosoprano, l'apprezzamento del gusto barocco per il "maraviglioso", al quale si addicevano molto meglio i timbri rari, stilizzati, antirealistici del soprano, del contralto, ed anche del basso profondo. In parallelo con l'affermazione dei castrati, il baritenore fu quindi sempre più relegato a parti di contorno o di caratterista o spesso a parti buffe di servi pasticcioni o, en travesti, di vecchie laide e sporcaccione, e ciò fino alla comparsa, nella prima metà del Settecento, di figure come quella di Angelo Amorevoli, che, per le capacità vocali e virtuosistiche possedute, si videro affidare ruoli anche molto rilevanti, ferma comunque restando l'assoluta preminenza di castrati, soprani e contralti. Anche in tali ruoli la tessitura dei tenori baritonali rimase comunque molto centrale arrivando in alto soltanto al la3 in falsettone o del tutto eccezionalmente al si3 (anche se probabilmente in falsetto).

In Francia la situazione fu sempre alquanto differente a causa della consolidata avversione dei francesi per i castrati, e quindi la[1] taille fu sempre affiancata da un'altra tipologia di tenore, la haute-contre, acutissima, leggera, agile, alla quale furono affidate le parti di primo amoroso e che si può considerare corrispondente al tenore contraltino che avrebbe poi sostituito i castrati anche in Italia agli inizi del XIX secolo.

Fu proprio in tale periodo che la tipologia vocale del baritenore venne gradualmente (ma rapidamente) superata dall'affermarsi del tenore "sfogato" di stampo romantico e dall'enuclearsi del baritono come categoria vocale autonoma.

Baritenori celebri[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Rodolfo Celletti, Storia del belcanto, Discanto Edizioni, Fiesole, 1983, passim
  • Salvatore Caruselli (a cura di), Grande enciclopedia della musica lirica, Longanesi &C. Periodici S.p.A., Roma, ad nomen ("tenore", "baritono")

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ nell'uso francese dell'epoca barocca, mentre i termini usati per designare le tipologie vocali femminili erano di genere grammaticale maschile, così come i loro equivalenti italiani (dessus/soprano, bas-dessus/contralto), quelli impiegati per gli uomini erano invece di genere femminile; ancor oggi del resto, il termine in uso per la voce di basso, basse, è rimasto di genere femminile
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