Frusta letteraria
La Frusta letteraria fu un periodico quindicinale fondato a Venezia nel 1763; fu diretto e scritto quasi interamente dal letterato Giuseppe Baretti.
La rivista, pubblicata tra il 1763 e il 1765, ottenne un grande successo, soprattutto per le spietate polemiche e i toni accesi con cui il Baretti esprimeva le sue opinioni nei confronti di numerosi letterati suoi contemporanei o del passato.
Un aspetto interessante dell'opera fu il fatto che Baretti decise di scrivere sotto lo pseudonimo di Aristarco Scannabue, personaggio da lui inventato, a cui dedica una vivace descrizione nella parte introduttiva, la quale ha l'intento di costruire una figura, quella di un ex soldato che ha combattuto per anni in oriente, completamente opposta a quella del letterato accademico del Settecento.
Il Baretti finge che Scannabue, dopo essersi ritirato in un luogo di campagna, trascorra il tempo a recensire, con forti stroncature, tutti i libri che vengono pubblicati e che gli vendono prestati da don Pietro Zamberlucco, parroco del luogo.
La rivista venne stampata per la prima volta il 1º ottobre del 1763, a Venezia, ma con falsa indicazione di Rovereto. Lo scopo dell'autore è evidente già dal titolo, in quanto il nome "Frusta" simboleggia i propositi del Baretti di frustare metaforicamente, attraverso le sue critiche feroci, tutti coloro che venivano da lui considerati dei cattivi scrittori.
Più che articoli di recensione, i suoi volevano essere un'utile scuola per tutti coloro che avevano intenzione di cimentarsi nel difficile mondo della scrittura.
Grazie a un linguaggio pulito e scorrevole e a un'ironia coinvolgente, Baretti seppe conquistare moltissimi lettori, ma non mancarono allo stesso tempo polemiche e censure. All'inizio del 1765, infatti, il governo di Venezia insorse contro la rivista, a causa delle critiche mosse dal Baretti nei confronti di Pietro Bembo, poeta cinquecentista veneziano, giudicate troppo offensive dalla popolazione della laguna, che chiese così ai Riformatori di Padova di cessare la pubblicazione della rivista.
Baretti, che in un primo momento sembrava voler abbandonare il progetto della Frusta, ricominciò a stampare il suo periodico ad Ancona, nello Stato Pontificio a partire dal 1º aprile 1765. Da lì in poi tutti i restanti otto numeri della rivista, dal 19 aprile al 15 luglio del '75, furono dedicati all'impetuosa critica contro il padre Appiano Buonafede [1], che pochi mesi prima aveva pubblicato un'opera, colma di rancore nei confronti del Baretti, intitolata: Novelle Menippee di Luciano Firenzuola contro una certa Frusta pseudoepigrafica di Aristarco Scannabue.
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[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Approfondimento di Giuseppe Baretti
- La Frusta letteraria, nodo di una rete ipertestuale
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- Giuseppe Baretti, La Frusta Letteraria, a cura di Luigi Piccioni, Laterza, Bari 1932, voll. I e II;
- Giuseppe Baretti, Opere Scelte, a cura di Bruno Maier, Unione Tipografico Editrice Torinese, Torino 1972, voll. I e II;
- Giuseppe Baretti, La Frusta Letteraria, con una prefazione di Massimo Bontempelli, Istituto Editoriale Italiano, Milano 1910, voll. I e II;
- Ferdinando Giannesi, La Frusta Letteraria, Tipografia Longo e Zoppelli, Treviso 1974.