Franco Tosoni Pittoni
| Franco Tosoni Pittoni | |
|---|---|
| 1906 - 5 luglio 1941 | |
| Morto a | Oceano atlantico |
| Cause della morte | affondato con il proprio sommergibile |
| Dati militari | |
| Nazione servita | |
| Forza armata | Regia Marina |
| Specialità | sommergibilista |
| Grado | Capitano di Corvetta |
| Guerre | Seconda guerra mondiale |
| Campagne | Mediterraneo - Campagna italiana dell'Atlantico |
| Comandante di | sommergibile "Alpino Bagnolini" e sommergibile "Michele Bianchi" |
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Franco Tosoni Pittoni (1906 – Oceano Atlantico, 5 luglio 1941) è stato un militare italiano. Prestò servizio con la Regia Marina durante la seconda guerra mondiale nel corso della quale fu il primo sommergibilista italiano a riportare una vittoria con l'affondamento dell'incrociatore britannico Calypso.
Indice |
L'affondamento del Calypso [modifica]
| Per approfondire, vedi HMS Calypso (D61). |
Il 6 giugno 1940, prima dell'inizio delle ostilità il tenente di vascello Franco Tosoni Pittoni, al comando del sommergibile sommergibile "Alpino Bagnolini", lasciò il porto di Taranto insieme al sommergibile "Capitano Tarantini" in mare per raggiungere la zona operativa. All'inizio delle ostilità, ricevuto il segnale convenzionale da maricosom[1], si dispose nella zona assegnata in attesa. Nella notte tra l'11 e il 12 giugno le vedette avvistarono l'incrociatore leggero britannico Calypso (4180 t) che insieme al gemello "Caledon" stava procedendo fra Creta e l'isolotto di Gaudo in missione esplorativa[2]. Tosoni d'istinto decise di attaccare con il sommergibile in superficie, senza sapere che si tratta della tattica approntata da Karl Doenitz per gli U-Boot tedeschi[3]. Dopo aver atteso di trovarsi in buona posizione d'attacco Tosoni Pittoni ordinò il lanciò di un primo siluro ma non fece in tempo ad ordinare il secondo lancio che la deflagrazione del primo siluro squarciò la nave inglese. Tosoni ordinò immediatamente l'immersione per sfuggire al secondo incrociatore che avrebbe presto incominciato la caccia al sommergibile[4] insieme alle cacciatorpediniere di scorta[5]. Al fine di confondere l'avversario manovrò modificando continuamente la velocità e la profondità[6].
La nave colpita affondò con 39 uomini, mentre il "Bagnolini" uscì indenne dal bombardamento con cariche di profondità condotto dalla scorta dell'incrociatore[7]. Dopo l'affondamento Tosoni Pittoni inviò comunicazione al comando:
| « Bagnolini fine indicazione autorità mittente. Avvistati ore 01.00 cacciatorpediniere seguiti metri 5.000 da incrociatori tipi imprecisati con rotta ovest alt lanciato siluro et colpito incrociatore punto 022512. » |
| (Franco Tosoni Pittoni telegrafand al comando sommergibili[8]) |
Dopo l'attacco il comandante ordinò il rientro alla base e Tosoni Pittoni fu promosso sul campo capitano di corvetta[9]. L'affondamento dell'incrociatore britannico fu citato sul bollettino di guerra n° 1 insieme all'affondamento, avvenuto il giorno successivo, della petroliera norvegese "Orkanger" da parte del sommergibile "Naiade":
| « Nel Mediterraneo nostri sommergibili hanno silurato un incrociatore ed una petroliera di 10.000 tonnellate. » |
| (1° Bollettino di guerra italiano[10]) |
Betasom [modifica]
| Per approfondire, vedi Betasom. |
Il 13 settembre 1940 Tosoni Pittoni attraverso lo stretto di Gibilterra per trasferirsi a Bordeaux alla base atlantica di BETASOM con il sommergibile "Alpino Bagnolini" e il 18 settembre affondò il mercatile spagnolo "Cabo Tortosa" che pur essendo neutrale era stato indicato erroneamente dai servizi segreti come al servizio degli Alleati[11]. Tosoni Pittoni era inizialmente intenzionato a verificare la merce trasportata ma l'arrivo all'orizzonte di unità navali lo fecero decidere per l'affondamento[12]. All'equipaggio fu lasciato il tempo di mettersi in salvo.
L’8 dicembre 1940 partì per una nuova missione a ovest dell’Irlanda e undici giorni più tardi colò a picco il piroscafo britannico "Amicus" (3660 tsl).
Nella primavera 1941 fu assegnato al comando del sommergibile "Michele Bianchi" morì nell'affondamento dello stesso avvenuto il 5 luglio 1941 dal sommergibile britannico HMS Severa. Secondo alcune fonti gli fu assegnata postuma la Medaglia d'oro al valor militare per l'affondamento de Calypso[13].
Affondamenti avvenuti sotto il comando di Franco Tosoni Pittoni [modifica]
| Sommergibile | Data | Nave affondata | Nazionalità | Tonnellaggio | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| sommergibile "Alpino Bagnolini" | 12 giugno 1940 | Calypso | 4180 tsl | ||
| sommergibile "Alpino Bagnolini" | 18 settembre 1940 | Cabo Tortosa | 3302 tsl | ||
| sommergibile "Alpino Bagnolini" | 19 dicembre 1940 | Amicus | 3660 tsl |
Onorificenze [modifica]
Voci correlate [modifica]
Note [modifica]
- ^ Giulio Raiola, Un bersaglio alla luce del sole, su Historia n° 386 aprile 1990, pag 62
- ^ Giorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini a oggi, p. 238
- ^ Giulio Raiola, Un bersaglio alla luce del sole, su Historia n° 386 aprile 1990, pag 62
- ^ Giorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini a oggi, p. 238
- ^ Fulvio Candia, L'eroismo dei marinai italiani, edizione Greco & Greco, Milano, 2011, pag 48
- ^ Giorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini a oggi, p. 238-239
- ^ Giorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini a oggi, p. 238-239
- ^ Fulvio Candia, L'eroismo dei marinai italiani, edizione Greco & Greco, Milano, 2011, pag 48-49
- ^ Fulvio Candia, L'eroismo dei marinai italiani, edizione Greco & Greco, Milano, 2011, pag 50
- ^ Fulvio Candia, L'eroismo dei marinai italiani, edizione Greco & Greco, Milano, 2011, pag 49
- ^ Giorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini a oggi, p. 442
- ^ http://www.regiamarina.net/detail_text_with_list.asp?nid=84&lid=2&cid=7 Il C.C. Tosoni Pittoni aveva intenzione di emergere e verificare il cargo, ma fumo all’orizzonte lo costrinse a prendere la critica decisione di attaccare
- ^ http://www.regiamarina.net/detail_text_with_list.asp?nid=84&lid=2&cid=7 Tosoni Pittoni in seguito ricevette la Medaglia d’Oro al Valor Militare per l’affondamento del Calypso