Francisco Macías Nguema

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Francisco Macias Nguema (vero nome Mez-m Ngueme) (1924 – 29 settembre 1979) è stato un politico equatoguineano. È stato il primo presidente della Guinea Equatoriale post-coloniale, dal 1968 al 1979. La sua ideologia era nominalmente Marxista (anche se lodò pubblicamente Adolf Hitler) e il partito di cui era a capo era chiamato Partito Nazionale dei Lavoratori Uniti.

[modifica] Biografia

Francisco Macías Nguema nacque nel 1924 da una famiglia povera e si iscrisse verso gli anni '40 al Partito Socialista Guineano. Ottenne la posizione di sindaco di Mongomo sotto il governo coloniale spagnolo, e successivamente servì come membro del parlamento territoriale. Entrò anche nell'esercito e nel 1965 fu fatto generale di una brigata di 8.000 uomini.

Ebbe una parte rilevante nel far cadere il governo, grazie soprattutto alla sua popolarità presso la gente, che vedeva in lui una persona che avrebbe potuto sollevarla dalla miseria. Divenne presidente nel 1968, con la benedizione del governo spagnolo. Malgrado abbia reso il suo titolo a vita solo nel 1972, sotto la sua dittatura non si svolsero mai delle elezioni. Durante la sua presidenza la nazione venne soprannominata la "Auschwitz africana", e divenne nota per le esecuzioni politiche. Il primo ministro del periodo pre-indipendenza, Bonifacio Ondó Edu, venne affamato e giustiziato in prigione poco dopo che Macías prese il potere. Altri funzionari, compreso l'ex-vice presidente, "commisero suicidio" mentre erano in stato di detenzione.

Represse duramente le opposizioni sia di destra, sia, ma in un minor numero di casi, di sinistra e fu molto autoritario e duro nell'imporre le riforme che aveva in mente. Le violazioni dei diritti umani condotte sotto la presidenza di Macías Nguema provocarono la fuga nelle nazioni confinanti di oltre un terzo della popolazione della Guinea Equatoriale. Gli strumenti di repressione (esercito e guardia presidenziale) erano controllati interamente dai parenti di Macías Nguema e dai membri del suo clan. Il numero di persone uccise sotto Nguema varia a seconda delle fonti, ma si è potuto stabilire tra 50.000 e 80.000, ovvero tra un sesto e un quarto della popolazione (di 300.000 uomini). Tra le azioni paranoiche del presidente ci fu il divieto di usare la parole "intellettuale" e la distruzione delle imbarcazioni (la pesca era vietata). "Africanizzò" il suo nome in Masie Nguema Biyogo Ñegue Ndong nel 1976 dopo aver richiesto che lo stesso venisse fatto per il resto della popolazione. Le condizioni divennero cosi pessime che persino sua moglie fuggì dal paese. Macías Nguema coltivò un estremo culto della personalità. Si fece attribuire titoli come "miracolo unico" o simili; si disse che si fece attribuire perfino il titolo di "imperatore", ma questa notizia non è né certa né confermata.

Nel 1972 si fece nominare "presidente a vita con la facoltà di scegliersi un successore", e da quel momento l'autoritarismo crebbe. Questa politica gli procurò però molte opposizioni; e nel 1979 venne rovesciato con un colpo di stato dal trentesettenne nipote Nguema Mbasogo. Francisco non riuscì a opporsi alla ribellione e fu deposto in pochi giorni. Successivamente suo nipote lo sottopose ad un processo sommario per genocidio, deportazione di massa e rapina. Venne condannato a morte dopo un ultimo tentativo di grazia.

Macias Nguema venne giustiziato poche settimane dopo. Nessun soldato della Guinea Equatoriale volle partecipare all'esecuzione, poiché si credeva (e si crede tuttora) che avesse poteri magici. Il lavoro dovette essere affidato a delle truppe marocchine assoldate allo scopo.

Oggi Macías Nguema è considerato come uno di leader più cleptocratici della storia dell'Africa post-coloniale. È stato paragonato a Pol Pot per via della natura violenta, imprevedibile e anti-intellettuale di entrambi i regimi.

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