Fossile vivente
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Il termine fossile vivente fu coniato da Darwin per indicare particolari specie di organismi, sia animali che vegetali,che presentano caratteristiche morfo-anatomiche e strutturali per così dire "primitive". Il termine "fossile vivente" indicherebbe, quindi, organismo presentante caratteristiche che negli organismi derivati dallo stesso progenitore si sono poi o evolute verso nuovi organi o strutture oppure, che evolutivamente parlando, sembrano indirizzate a scomparire tramite l'obliterazione funzionale di organi e strutture. Tuttavia diverse altre scuole evoluzionistiche presentano altre teorie e considerano molto diversamente questi organismi, e molte di queste rifiutano tout-court il termine "fossile vivente".[senza fonte]
Molti "fossili viventi" sono stati scoperti recentemente, perché prima erano ritenuti estinti o perché non se ne conosceva l'esistenza. Questi organismi, da alcuni detti "organismi relitti", appartengono a phyla diversi dei regni dei viventi:
- Organismi che sono gli unici rappresentanti viventi di gruppi estinti da tempo.
Un esempio è quello del pesce Latimeria chalumnae (Osteoitti), pescato nel 1938, alle foci del Chalumna in Sud Africa. L'esemplare era lungo 1,50 m e pesava 57 kg, ed incuriosì a tal punto i pescatori, che lo mandarono imbalsamato al Museo di East London. La curatrice del museo, Marjorie Courtenay-Latimer, riconobbe in quell'esemplare le caratteristiche dei Crossopterigi Celacantoformi, pesci a pinne "muscolose" nati durante l'era Paleozoica, 400 milioni di anni fa, e ritenuti estinti nella grande estinzione che eliminò anche i dinosauri. La Latimeria attesterebbe la comparsa del tetrapodismo nei vertebrati, quindi la prima comparsa degli arti di questi.
- Organismi che mantengono caratteri primitivi del gruppo che si è invece altamente differenziato.
Un esempio è l'Opossum, mammifero marsupiale che presenta caratteri molto simili ai suoi parenti del Cretaceo.
Fra gli Artropodi possiamo ricordare il Limulo, simile alle gigantesche forme fossili del Giurassico.
- Organismi che rimangono immutati per un lungo intervallo di tempo.
Esempi classici sono il brachiopode lingula dell'Ordoviciano, e il cefalopode Nautilus, invariato dal Triassico ad oggi, ritenuto estinto fino al 1829, quando per la prima volta ne venne osservato uno in vita.
Anche gli Squali, (Condroitti) comparsi nel Devoniano, circa 400 milioni di anni fa, si sono evoluti molto poco nel corso del tempo geologico, ma le loro caratteristiche li hanno preservati immutati nonostante i profondi mutamenti geologici, climatici, biologici che li circondavano. Ancora oggi ne esistono moltissime specie, a dimostrazione dell'efficienza del loro modello strutturale.
Gli squali hanno mantenuto una caratteristica antichissima, certamente risalente ai primordi della loro evoluzione: essi trattengono l'acido urico nei loro muscoli (perciò la loro carne è tossica), cioè hanno un tipo di escrezione che risale ai primordi della formazione dell'apparato escretore, pur avendo in seguito sviluppato questo apparato. Non mancano fossili viventi anche tra i vegetali, come il genere Ginkgo, (Gimnosperma) comparso nel Giurassico e arrivato ai giorni nostri con l'unica specie Ginkgo biloba con pochissime modificazioni sostanziali.

