Fontana delle Api

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La fontana delle Api di Gian Lorenzo Bernini

La fontana delle Api è una delle fontane storiche di Roma, che si trova all'angolo di piazza Barberini con via Veneto.

A pochi mesi dalla realizzazione della fontana del Tritone, il 6 aprile 1644 papa Urbano VIII Barberini commissionò a Gian Lorenzo Bernini la costruzione di una fontana di piccole dimensioni, ad uso pubblico (il cosiddetto "beveratore delli cavalli"), che spesso veniva costruita nei pressi delle fontane ornamentali maggiori. L’opera fu realizzata nello stesso anno, e in onore del committente l’artista rappresentò sulla fontana le Api, simbolo araldico della famiglia del pontefice.

Ma il Bernini non poteva essere soddisfatto di una classica vasca, magari un antico sarcofago, con una semplice cannella d’acqua. E infatti la fontana, originariamente in marmo bianco, si presentava in forma di conchiglia bivalve aperta, in cui la valva inferiore, a livello di strada, fungeva da catino nel quale si raccoglieva l'acqua che zampillava dalle tre api, scolpite sopra la cerniera di raccordo tra le valve, mentre la superiore era appoggiata a palazzo Soderini, che, nel suo pian terreno, prevedeva di raccogliere mediante un piccolo "bottino" (una cisterna) l'acqua di scarico della fontana del Tritone. La fontana era quindi originariamente posta all'angolo di via Sistina con piazza Barberini.

Trattandosi di una piccola cisterna, la quantità d’acqua disponibile era piuttosto limitata, e il Bernini dovette quindi ricorrere ad un espediente, appunto le api, dalla cui bocca non potevano che uscire tre sottilissimi zampilli. La sagacia dei romani notò che le api succhiavano una gran quantità di acqua dalla vasca del Tritone, ma ne restituivano pochissima, chiara allusione alle ingenti tasse che il governo imponeva, restituendo ben pochi benefici al popolo.

La scritta sulla valva superiore recita:

(LA)
« VRBANVS VIII PONTIFEX MAXIMVS

FONTI AD PVBLICVM VRBIS ORNAMENTVM
EXSTRVCTO
SINGVLORVM VSIBVS SEORSIM COMMODITATE HAC
CONSVLVIT
ANNO MDCXLIV PONT XXI »

(IT)
« Il Sommo Pontefice Urbano VIII, costruita una fontana a pubblico ornamento dell’Urbe, a parte fece fare questo fontanile per uso dei cittadini nell’anno 1644, ventunesimo del suo pontificato »

Ma l’iscrizione è stata al centro di una curiosa polemica: nel testo originale l’ultima riga riportava “ANNO MDCXLIV PONT XXII” (che nelle intenzioni del Bernini voleva forse essere una beneaugurante anticipazione), ma al momento dell’inaugurazione mancavano circa due mesi al compimento del 22º anno di pontificato di Urbano VIII, e la circostanza scatenò l’ironia del popolo romano (di cui Pasquino fu portavoce anche in quell’occasione[1]), che già non aveva particolare simpatia per la famiglia Barberini. Per rimediare all’inconveniente, e nel tentativo di placare le voci, il cardinale Francesco Barberini, nipote del papa, dispose che venisse scalpellato un “I” dal “XXII”, ma ottenne un risultato peggiore: cominciarono infatti a circolare le voci che lo stesso nipote augurasse al papa di non arrivare al 22º anno, come infatti avvenne, visto che Urbano VIII morì 8 giorni prima del 22º anniversario di pontificato.

La fontana fu tolta dalla posizione originaria nel 1865, per motivi di intralcio alla viabilità, scomposta e messa in un deposito comunale. Nel 1915, quando si decise di ricostruirla, la maggior parte dei pezzi non fu però più ritrovata, e ne venne commissionata una copia ad Adolfo Apolloni, che la realizzò in travertino anziché in marmo lunense. La valva inferiore, che in origine era a livello del piano stradale, fu rialzata su una cornice di massi, e quella superiore non poggia più su un palazzo, ma si trova ora in posizione isolata. Così rinnovata, la fontana fu inaugurata il 28 gennaio 1916.

Solo un frammento originale con l'ape centrale è tuttora conservato nei depositi comunali.

Nel 2000 la fontana è stata restaurata, ma il 20 luglio 2004 ed il 10 luglio 2005 è stata oggetto di atti di vandalismo e le api sono state danneggiate.

Collegamenti[modifica | modifica sorgente]

Metropolitana di Roma A.svg
 È raggiungibile dalla stazione Barberini.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La “pasquinata” affermava che "Havendo li Barberini succhiato tutto il mondo, ora volevano succhiare anche il tempo"

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Sergio Delli, Le fontane di Roma, Schwarz & Meyer Ed., Roma, 1972.

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