Faravahar
Il faravahar (al centro il Fravashi). |
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Zoroastrismo / Mazdaismo |
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Dēnkard · Bundahišn |
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Zoroastriani in Iran |
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Il faravahar (persiano medio: prʾwhr) è uno dei simboli meglio noti dello Zoroastrismo, la religione di stato degli antichi Imperi persiani. In Iran, al giorno d'oggi dove lo stato è successore delle antiche dinastie persiane, lo zoroastrismo non è ormai da tempo la religione ufficiale di stato; tuttavia il faravahar è adesso venuto a rappresentare un simbolo nazionale persiano che riflette sia l'antica che la moderna Persia, attualmente conosciuta come Iran.[1][2]. L'etimologia di Faravahar deriva dalla radice del Medio Persiano /frwr/ (la scrittura Pahlavi del persiano medio non rappresenta le vocali brevi), e la parola è perciò variamente pronunciata/scritta farohar, frohar, frawahr, fravahr e così via, poiché non c'è accordo riguardo al metodo di traslitterazione della parola del persiano medio in un'altra lingua (italiana, inglese, francese, ecc). Nel dizionario di Dekhoda e nel dizionario persiano Burhan Qati' del XVII secolo, essa appare come فروهر "furuhar". L'Enciclopedia Iranica la rende con frawahr (questo riflette la forma dibacheh della scrittura Pazend, corrispondente al Libro di Pahlavi prʾwhr).
Il disco alato ha una lunga storia nell'arte e cultura del Vicino e Medio Oriente antico. Storicamente, il simbolo viene influenzato dal geroglifico del "sole alato" che appare sui sigilli reali nell'età del bronzo (il SOL SUUS luvio, simbolizzante in particolare il potere regale). Al tempo dei neo-assiri, un busto umano viene aggiunto al disco, l'"arciere rivestito di piume", interpretato come simbolo di Assur.
Mentre si pensa comunemente che il simbolo rappresenti un Fravashi (c. un angelo guardiano), da cui deriva il suo nome (vedi sotto), ciò che esso rappresentava nelle menti di coloro che lo adattarono dai più antichi rilievi mesopotamici ed egiziani non è chiaro. Poiché il simbolo per prima appare su iscrizioni regali, si è anche pensato che esso rappresenti la "Gloria Reale Divina" (khvarenah), o il Fravashi del re, oppure rappresenti il mandato divino che era il fondamento dell'autotità del re.
Questa relazione tra il nome del simbolo e la classe di entità divine che esso rappresenta, riflette l'attuale credenza che il simbolo rappresenti un Fravashi. Tuttavia, non vi è nessuna descrizione fisica dei Fravashi nell'Avesta, i testi sacri del zoroastrismo, e in avestano le entità sono grammaticalmente femminili.
Nello zoroastrismo attuale, il faravahar viene detto che esso rappresenti un ricordo dello scopo di qualcuno in vita, il quale si trova a vivere in un tale modo che l'anima avanza verso frasho-kereti, o perviene all'unione con Ahura Mazda, la suprema divinità nello zoroastrismo. Sebbene ci siano numerose interpretazioni degli elementi individuali del simbolo, nessuna di esse è più antica del XX secolo.
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Note [modifica]
- ^ http://aryansland.blogfa.com/8709.aspx
- ^ http://padena.wordpress.com/2006/12/24/%D9%81%D8%B1%D9%88%D9%87%D8%B1/