Scrittura Pahlavi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Iscrizione Pahlavi di Sapore III, presso Taq-e Bostan del IV secolo

Il Pahlavi o Pahlevi indica una particolare forma di scrittura delle lingue medio-persiane. Le caratteristiche essenziali del Pahlavi sono:

  • l'uso di una specifica scrittura derivata dall'aramaico, detta "scrittura Pahlavi"
  • l'alta presenza di parole aramaiche usate come logogrammi (chiamate hozwārishn, ovvero "arcaismi").

Le composizioni Pahlavi sono presenti in dialetti/etnoletti di Partia, Persia, Sogdiana, Scizia e Khotan.
Indipendentemente dalla variante per cui il sistema di scrittura Pahlavi è stato usato, la forma scritta della lingua si qualifica come "Pahlavi" solo quando ha le suddette caratteristiche.

Il Pahlavi può essere così definito come un sistema di scrittura applicato (ma non unico) a uno specifico gruppo linguistico, ma con alcune caratteristiche estranee al gruppo.
Gran parte della letteratura Pahlavi rimane essenzialmente orale.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il termine "Pahlavi" deriverebbe dalla parola di lingua parta parthav o parthau, che significa Partia, una regione ad sud-est del Mar Caspio, con il suffisso -i che denota la lingua e il popolo di quella regione.

Se l'etimologia è corretta, Parthav presumibilmente diventò pahlaw attraverso lo slittamento della semivocale «rt» (o in altri casi «rd») cambiando in «l».

Dialetti letterari[modifica | modifica sorgente]

Unicode[modifica | modifica sorgente]

Il Pahlavi è stato inserito nello standard Unicode nell'ottobre 2009 con il rilascio della versione 5.2. È stata anche proposta l'introduzione del Pahlavi Psalter e del Phalavi Book.

Il blocco Unicode per il Pahlavi delle Iscrizioni è U+10B60–U+10B7F.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]