Fantaghirò 5

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Fantaghirò 5
Fantaghirò 5.png
Il Senza nome, l'antagonista del film
Titolo originale Fantaghirò 5
Paese di produzione Italia
Anno 1996
Durata 177 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere avventura
Regia Lamberto Bava
Sceneggiatura Gianni Romoli
Produttore Lamberto Bava
Andrea Piazzesi
Musiche Amedeo Minghi
Interpreti e personaggi

Fantaghirò 5 è una miniserie televisiva, la quinta appartenente all'omonimo franchise fantasy romantico. La miniserie è stata trasmessa per la prima volta da Canale 5 in due parti da 100 minuti ciascuna, il 20 e 22 dicembre del 1996.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

In un continente parallelo iniziano ad accadere eventi terrificanti. Gli ortaggi e i frutti iniziano a ribellarsi agli uomini, gettando il terrore tra la popolazione incredula. Il regno viene assediato da strani soldati maligni fatti di frutta che rapiscono gli abitanti (prediligendo i bambini) per darli in pasto a un tenebroso capitano di un vascello fluttuante.

I ribelli sopravvissuti trovano rifugio presso il nascondiglio sotterraneo di Asteria, una brutta ma amabile fattucchiera che offre loro non solo asilo, ma anche una possibilità di salvezza: grazie all'ausilio di una magica radice parlante, infatti, i bambini sopravvissuti alla mattanza possono richiamare un eroe che li soccorra (in quanto tutti gli adulti sono stati imprigionati e trattenuti come ostaggio nel galeone del capitano antropofago). Ogni bambino non deve far altro che staccare una fogliolina dalla radice, esprimere un desiderio e mangiarla. I ragazzi desiderano un eroe forte, combattivo, coraggioso, ma due di loro (uno particolarmente goloso e una ragazzina molto sensibile) desiderano che l'eroe sappia cucinare manicaretti prelibati e che sia una donna.

Nel frattempo, nel mondo di Fantaghirò (Alessandra Martines), questa viene fatta prigioniera della Strega Nera (Brigitte Nielsen) la quale, privata di gran parte dei suoi magici poteri, spera che uccidendo una persona così buona e nobile (persuasa di compiere un atto di estrema malvagità) possa con questo recuperarli. Ma, proprio mentre sta per uccidere Fantaghirò, ecco che grazie all'intervento della radice magica, che riconosce nella principessa tutti i requisiti espressi dai bambini, Fantaghirò scampa ancora una volta alla morte e si ritrova nell'altro mondo.

All'inizio i bambini non sono molto felici, ritenendo che un eroe donna non sia proprio colui che cercavano, ma col tempo scoprono che Fantaghirò è esattamente colei che può far fronte al pericolo mortale piombato nella loro pacifica terra. Però Fantaghirò vorrebbe anche fare ritorno dal suo Romualdo.

La situazione precipita rapidamente, in quanto complicata da un guerriero invincibile, apparentemente fatto di metallo, che Asteria, innamorata perdutamente di lui e pensando che possa fornire aiuto ai ribelli, riporta in vita da una paralisi magica. Il guerriero, però, si allea immediatamente con le forze nemiche, sempre più agguerrite e spietate.

Fantaghirò, intanto, si trova alleata anche di un cavaliere errante spudorato e palesemente invaghito di lei, di nome Aries, che non manca mai di farla infuriare con la sua ironia fuori luogo; malgrado il carattere incostante e infantile, il cavaliere è un aiuto validissimo per i piccoli ribelli, in quanto dimostra un'abilità incredibile con le armi, acquisita in anni di viaggio per il mondo. Proprio grazie all'abilità di Aries, e alla sua destrezza, i nostri eroi riescono a sconfiggere il guerriero di metallo, che sprofonda in un fiume (in quanto metallico, non può nuotare).

Si giunge quindi allo scontro finale tra Fantaghirò e Senza Nome (Remo Girone), il capitano del vascello, che si rivelerà essere una sorta di automa costruito da un artigiano magico con il legno di un albero stregato, l'apalicandro, completamente indistruttibile.

Senza Nome rivela a Fantaghirò che da quando ha preso vita ha cominciato a viaggiare per i mondi nutrendosi di carne umana; più ne mangiava e più diventava umano lui stesso.

La lotta finale fra il capitano e la principessa è decisamente impari, e, anche se costui ha molti meno poteri dei suoi nemici del passato, come la Strega Nera, Tarabas e Darken, egli si rivela comunque in vantaggio in quanto Fantaghirò non possiede armi o tecniche magiche in grado di arrestarlo.

Sembra che la sua fine sia vicina, ma come spesso le è accaduto in passato l'aiuto più utile deriva non dalle armi, dalla magia o dalla forza, ma da straordinari animali. Fantaghirò, si avvale infatti dell'aiuto di una coppia di famelici tarli magici, appassionati e voraci divoratori di legno di apalicandro. Il corpo del capitano è, infatti, ancora in gran parte legnoso, pertanto i tarli ne banchettano fino a ucciderlo.

Ucciso il mostro cannibale torna la felicità; Fantaghirò prende parte ai festeggiamenti.

La ragazzina, la stessa che ha desiderato un eroe donna all'inizio della storia, va da Fantaghirò per consegnarle la radice magica, le cui foglie sono ricresciute; in modo tale, pensa la bimba, Fantaghirò potrà esprimere il desiderio di tornare a casa sua; ma proprio mentre la ragazzina sta per consegnarle la pianta, vede Fantaghirò e il cavaliere errante scambiarsi effusioni appassionate, così capisce che Fantaghirò è felice di restare lì con loro.

Così butta via la radice, lasciando Fantaghirò all'oscuro di tutto.

Incongruenze e accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato in assoluto quello che ha realizzato meno ascolti della saga. Sarebbe dovuto essere parte di una nuova saga, ma si è troncata con questo episodio. La nascita della relazione fra Fantaghirò ed Aries è in forte incongruenza con i primi 4 film, in cui Fantaghirò ha una chiara idea dell'amore che prova per Romualdo, non mantenuta costante in questo capitolo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The Cave of the Golden Rose 5 (1996) (TV) - Release dates

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]