Eyecatch

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Un eyecatch (アイキャッチ aikyacchi?) è una scena o illustrazione usata per dare inizio e fine ad un'interruzione pubblicitaria in un programma televisivo giapponese, usato specialmente negli anime e nei tokusatsu.

Gli eyecatch in genere durano dai 2 ai 5 secondi, spesso nei programmi per bambini si presentano più lunghi e più elaborati mentre nei programmi per adulti possono consistere semplicemente in uno sfondo nero con il logo del programma.

Eyecatch in Italia[modifica | modifica sorgente]

In Italia vengono quasi sempre rimossi nella trasmissione televisiva o lasciati solo per la pubblicazione in VHS/DVD; infatti in Italia, per la legge 223 del 6 agosto 1990 vige il divieto di trasmettere pubblicità durante i cartoni animati[1]; tale normativa è stata in seguito modificata dalla legge 122 del 30 aprile 1998, restringendo il divieto ai soli programmi per bambini inferiori ai 30 minuti di durata[2]. Attualmente vi è discordanza tra le emittenti televisive riguardo alla possibilità di trasmettere pubblicità durante i cartoni animati;[3] in generale ciò non avviene e, di conseguenza, viene rimossa la maggior parte degli eyecatch presenti nei cartoni animati trasmessi in TV.

Fanno eccezione alcuni anime in cui gli eyecatch vengono mantenuti, nonostante non siano interrotti dalla pubblicità, perché importanti per dare informazioni sulla trama, come quelli di Death Note, e altri anime in cui vengono mantenuti comunque, come Gurren Lagann e Soul Eater.

Interessante è stato il riutilizzo degli eyecatch fatto da Telemontecarlo durante la prima trasmissione delle prime serie di Ranma ½, dove venivano riciclati e usati per introdurre le anticipazioni degli episodi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Parlamento italiano, Legge n.223 del 6 agosto 1990: Disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato. Articolo 8, comma 1. URL consultato il 25-05-2010.
  2. ^ Parlamento italiano, Legge n.122 del 30 aprile 1998: Differimento di termini previsti dalla legge 31 luglio 1997, n. 249, relativi all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nonché norme in materia di programmazione e di interruzioni pubblicitarie televisive. Articolo 3, comma 5. URL consultato il 25-05-2010.
  3. ^ Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Pubblicità radiotelevisiva. Articolo 3.3.2. URL consultato il 25-05-2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]