Emilio Bozzi

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Emilio Bozzi (Milano, 1880Milano, 1974) è stato un imprenditore italiano dell'industria meccanica. Fondò nel 1908 a Milano la "Emilio Bozzi & Co.", che costruiva biciclette, del quale si cita lo storico primo modello chiamato Aurora[1].

Con il figlio di Franco Tosi poi, acquisì i diritti del marchio Wolsit, e rinominò l'azienda in "Legnano". L'emblema dell'impresa era un'icona, abbozzata da Alfredo Binda, raffigurante il monumento al Guerriero di Legnano. L'azienda, non ancora specializzata nella costruzione di biciclette, produsse il "Ciclomotore Wolsit", fabbricato tra il 1910 ed il 1914. Il brevetto fu venduto nel 1932 alla NSU Motorenwerke AG.

La squadra ciclistica Legnano diventò una delle squadre più vincenti della storia del ciclismo[2] conquistando importanti successi con Eberardo Pavesi (che diventò in seguito dirigente), Alfredo Binda (1922), Gino Bartali (1936), Fausto Coppi (1939) e Ercole Baldini (1956). Nel 1947 Bozzi acquisì anche i diritti dell'industria torinese di biciclette "Frejus".

Qualche anno più tardi, l'azienda produsse anche dei ciclomotori (1954-1968). Il marchio Legnano fu rilevato dalla Bianchi nel 1987, che ancor oggi continua a produrre una linea di biciclette da corsa "Legnano" nel segmento di medio valore. Gran parte della produzione fu poi ceduta alla ditta Masciaghi nel 2006[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La storia dell’azienda “Legnano”
  2. ^ Storia della Legnano, newsciclismo.altervista.org. URL consultato il 27 aprile 2014.
  3. ^ masciaghi.it

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